30 SETTEMBRE 2018

Tracklist:

Non Ci Resta Che Piangere

Lumberjack Jim

L'Eclissi Della Superluna

Gennaio

Giorni Tutti Uguali

Agit

Le Cose Sbagliate

 

Formazione:

Stefano Castagna: voce, chitarra

Tobia Ciaglia: basso

Filippo Guidarelli: batteria

 

Ascolto fuori dall'ordinario quello che oggi viene proposto. I Koshka, termine russo che significa “gatto”, sono un trio senese post-punk e post-hardcore, attivo dal 2015.  La band è formata dal chitarrista e cantante Stef, dal bassista Tobia e dal batterista Pippo, i quali hanno esordito a giugno 2018 con Il Gatto non Fa le Fusa. L'album contiene sette canzoni, tutte cantate, o meglio parlate, in italiano. Proprio i testi sono un elemento fondamentale, e su cui i Koshka puntano molto. Le liriche sono basate su tematiche come l'alienazione umana all'amore finito e pessimista e sulla critica sociale, dove si denuncia il sovrastare dell'apparenza sulla sostanza. 

Dal punto di vista musicale, invece, vi è l'influenza, per stessa ammissione dei Koshka, di band come i Fugazi, i Dinosaur Jr., i Minutemen, i Primus, i CCCP, i Massimo Volume e i Diaframma. 

L'album parte con Non Ci Resta Che Piangere, citando così il celebre film con Massimo Troisi e Roberto Benigni. La traccia inizia con un giro di basso, che introduce il parlato di Stef, molto cinico. Il basso è subito protagonista, e le sue pulsioni cardiache sostengono tutto il pezzo, e quelli che seguiranno. La successiva Lumberjack Jim è caratterizzata da una lunga introduzione strumentale. Per la prima metà, la traccia è abbastanza tranquilla, nella seconda diventa sempre più incalzante. L'Eclissi Della Superluna, la traccia seguente, inizia con degli arpeggi belli ed ipnotici. Poi l'accompagnamento diventa un tappeto su cui si esalta il toccante parlato. Anche qui vi è un finale incalzante. Gennaio è invece un pezzo che parte subito abbastanza movimentato. All'interno dello stesso pezzo vi sono delle alternanze tra momenti più forsennati ed altri tranquilli, e questo rende la composizione molto interessante. La quinta traccia è intitolata Giorni Tutti Uguali, composizione che ha uno sviluppo sempre più frenetico. Segue Agit, altra traccia che si può idealmente dividere in due parti. La prima è più tranquilla ed arpeggiata, la seconda, quasi tribale, è più veloce e movimentata. Il Gatto non Fa le Fusa si chiude con Le Cose Sbagliate, traccia che si laurea come la più lunga dell'album grazie ai suoi 7 minuti e 5 secondi. Anche qui vi è una parte tribaleggiante, ma non è assolutamente una canzone clone della precedente. Sembra essere anche una lunga jam, in cui tutti i componenti si sfogano per un'ultima volta. 

L'album è abbastanza grezzo e anche minimale. Molti pezzi hanno una struttura simile, ma ogni traccia ha una sua identità. Questo anche grazie ai testi molto interessanti. Diversamente, anche per via del genere, non poteva essere. Si tratta di qualcosa che si differenzia un po' da quanto di solito qui recensito, ma si fa comunque apprezzare. 

 

Giovanni Casareto

70/100