28 SETTEMBRE 2018

I Last Resistance sono una band di Brindisi fondata nel 2013 dai fratelli Mingolla, rispettivamente Vito alla voce e Mino alla batteria,e completata da Lorenzo Valentino alla chitarra,Luca Greco alla chitarra e Andrea Caiulo al basso. Dopo una demo dal titolo "Last Resistance",dai suoni alternative metal e sperimentali, i cinque mettono a segno "A World Painted Grey" perfezionando il loro stile e collocandosi definitivamente nel genere metalcore. Non vi nascondo che ad un primo ascolto la sensazione non è stata di stupore e meraviglia ma,anzi,di cose già troppo sentite e già troppo inflazionate. Solo dopo un' immersione più intima e approfondita (e decisamente più prolungata del previsto) ho deciso di iniziare a descrivere le quattro tracce che caratterizzano l'album di cui ora vi parlo. Le tematiche e la cover stessa parlano molto chiaramente dei mali della società moderna, raffigurati con un senso di grigiore e in seguito di distruzione,temi anche questi probabilmente già ampiamente ricalcati e trattati. Ma è proprio analizzando minuziosamente i singoli brani che è nata la magia. Oltre ad apprezzare quasi immediatamente la preparazione tecnica e la cura che i cinque possiedono e ci presentano durante la loro opera,si possono notare chiaramente le personalizzazioni inserite in ognuna delle tracce,che sono in realtà molto singolari pur mantenendo la fedeltà di genere. Apre l'album "Karma violence" e si presenta subito in stile metalcore conosciuto nelle sue classiche caratteristiche:voce growl intervallata da ritornelli melodici, riff lenti intervallati a più veloci e via dicendo. Il tocco magico arriva verso la fine del brano. Provando a dividere l'ascolto di questa canzone in due parti si potrebbe pensare,verso la fine del brano stesso, ad un pezzo di natura melodic death metal,cupo e maledetto come la tradizione vuole. Nell'insieme il pezzo mi piace molto proprio per l'armonia degli inserimenti di vari stili. Non delude anche la seconda traccia: "Misfortune", che parte decisamente con un'intro più veloce ed aggressiva per poi ricollocarsi al proprio posto con le caratteristiche volute dal genere. Questa canzone, che ad un primo ascolto mi era sembrata la più banale delle quattro, cattura il mio interesse durante l'assolo molto particolare e articolato, un inserimento geniale che la rende nell'insieme ugualmente accattivante. Il terzo brano "Point of no Return" sembra il più laborioso dell'opera. È in questo pezzo infatti che spiccano tutte le doti dei singoli e le probabili sperimentazioni fatte in fase di costruzione, con un risultato molto buono che sicuramente avrà dato la giusta soddisfazione alla band stessa. Infatti la canzone risulta orecchiabile e aggressiva al punto giusto, in una parola "completa". Chiude l'album il singolo "Enslave", l''unico cantato unicamente ed interamente in growl. Dopo un' intro struggente e malinconica il brano parte come una bomba in tutta la sua potenza. Spiccano, oltre al cantato aggressivo, i suoni veloci e taglienti. Nel complesso mi pare ovvio che i "Last Resistance" non abbiano lasciato molto al caso e vogliano continuare a stupirci con lavori sempre più personali ed apprezzabili. In attesa consiglio sicuramente a tutti gli amanti del Metalcore e del metal giovane e fresco l'ascolto di "A World Painted Grey".      

 

Elisa Gasparinetti

85/100