6 GENNAIO 2019

Nati nel 2014 come one-man band attorno alla figura di Rosario Magazzino, già chitarrista dell'industrial metal band tarantina Hate Inc., e dediti ad un misto di grunge, industrial, metal e alternative italiano di chiaro stampo anni 90, il tutto impreziosito da frequenti pennellate a tinte dark, i Narko's giungono a noi nel 2018 con questo ep che altro non é che la raccolta di tutti i singoli fin'ora pubblicati con l'aggiunta di un remix del brano H.I.V. ad opera del leader degli Hate Inc., Vincent Vega.

L'ep si apre con il brano Lunga Attesa, brano datato 2016 e nato da un'iniziativa dei Marlene Kuntz, che hai tempi lasciarono a disposizione dei fan il testo di uno dei pezzi del nuovo album per farlo musicare e selezionato dalla band stessa come una delle migliori interpretazioni.

Innegabile è l'influenza che gli stessi Marlene Kuntz hanno avuto sul lavoro fatto dal mastermind del progetto nel musicare questo testo, tali e tante sono le assonanze di questo brano con lo stile della band di Cristiano Godano, soprattutto in riferimento ai primi tre seminali album della rock band italiana. Il riffing circolare e acido poggiato su una base ritmica solida, pulsante e insistita, gli stacchi rabbiosi e non ultima un'impostazione vocale che ricorda molto da vicino quella del buon Godano trasudano amore per tali sonorità da ogni solco, e denotano l'abilità di Rosario nel maneggiare tale stile musicale, per un risultato molto soddisfacente che non mancherà di appagare gli ascoltatori più avvezzi a tali sonorità.

Si prosegue col brano Desaparecido, cover del celebre brano dei primi Litfiba, scelto dal Ghigo Renzulli Fans Collaborative per la compilation 30 Litfiba, che qui viene spogliata dei suoi richiami alla musica mariachi e flamenco dell'originale e riproposta in una versione nettamente più dark, fra cupi arpeggi ed esplosioni di chitarre distorte, in cui anche gli interventi di tastiera, chiamati a ricreare le melodie portanti del brano originale, danno un tocco più acido che latineggiante. Per gli aficionados più oltranzisti dei Litfiba e della versione originale di questo brano questa versione potrà rivelarsi abbastanza scioccante,tale è la differenza di atmosfera fra l'originale e la sua riproposizione, ma a conti fatti il brano funziona molto bene e permette di vedere il pezzo dei Litfiba sotto un'ottica diversa e interessante, senza limitarsi a riproporre il pezzo in modo inutilmente fedele. Un'ottima rivisitazione.

Il brano successivo è il primo brano interamente originale di questo ep, si intitola Asocial Network ed era stato pubblicato originariamente sulla compilation Onear Compilation Touch Vol. 3, edita da Carma Musik Records.

Qui abbiamo finalmente modo di apprezzare meglio l'idea musicale del progetto Narko's slegata da tributi o iniziative legate a progetti specifici promossi da altre band, e infatti il cambio di sonorità è da subito evidente rispetto ai due brani precedenti.

Ci troviamo infatti qui di fronte a sonorità industrial metal piuttosto pesanti, dove i richiami alla scena italiana anni 90 si riscontrano più nell'impostazione vocale che nel costrutto strumentale del brano. L'uso di sinth e campionamenti conferisce al brano un taglio urbano e decadente molto in linea con le sonorità di riferimento del genere, e il suo andamento, giocato fra i chiaroscuri di strofe più dilatate intervallate da bordate di chitarre distorte molto acide, unite a una durata piuttosto contenuta, fa si che la composizione scorra fluida e accattivante per un risultato finale decisamente soddisfacente.

Il pezzo successivo, dal titolo H.I.V., è il primo brano pubblicato dalla band (pubblicazione avvenuta nel 2014 su Underground Webzine Compilation Puglia Vs Liguria) e si rivela piuttosto in linea con le coordinate date dal brano precedente, trattandosi anche in questo caso di un industrial metal piuttosto pesante e cupo dalle frequenti incursioni nel grunge più oscuro, unito a una vocalità che non può non rimandare nuovamente alla scena alternative italiana anni 90, Marlene Kuntz su tutti. Molto in linea con tale scena sono anche i testi della band, dall'approccio pesantemente critico verso gli usi e i costumi della società, in questo brano così come nel precedente, dal quale questo si distingue per un approccio maggiormente metallico e marziale, con la sua doppia cassa insistita a tratteggiare un mid tempo su cui si posa il riff stoppato e inesorabile della chitarra,cper lasciare spazio a una strofa più dark e oscura che esplode in un bridge molto trascinante, prima che il ritornello colpisca nuovamente duro con la marizialità metallica iniziale. Un brano dall'andamento semplice ma efficace, in grado di soddisfare pienamente i palati più avvezzi a tali sonorità.

Una menzione particolare va spesa per l'approccio artistico e pratico di questo progetto, dedito all'autoproduzione più assoluta,dalla composizione all'autoproduzione del proprio materiale che, se da un lato penalizza a livello di resa sonora i due brani totalmente concepiti dalla band (mentre per la rivisitazione del brano dei Litfiba e il lavoro sul testo dei Marlene Kuntz i suoni sono nettamente migliori), dall'altro fa trasparire una passione e un desiderio di controllo totale sulla propria libertà artistica che non può non essere apprezzato, e che, peraltro, dona ai brani H.I.V. e Asocial Network un quid DIY molto accattivante e sincero.

Chiude questo ep il summenzionato remix del pezzo H.I.V. ad opera di Vincent Vega,mastermind degli Hate Inc., band in cui Rosario si occupa della chitarra.

Il brano viene qui remixato con un taglio ancor più votato all'industrial metal più sintetico,grazie all'innesto di sinth molto in primo piano e suoni di basso molto pesanti e viscosi, oltre che a variazioni ritmiche più cadenzate, per un effetto maggiormente stordente e lisergico.

Un remix interessante,come interessante é l'ep di questo progetto italiano che non mancherà di trovare apprezzamento presso quegli ascoltatori più in sintonia con le summenzionate sonorità portanti di questo lavoro.

Se fate parte di questa categoria,dategli un ascolto e teneteli d'occhio.

 

Edoardo Goi

70/100