11 SETTEMBRE 2019

Recensione a cura di

Claudio Cerutti

 

I Necrofili sono una band italiana di Rieti, attiva sin dal 2005. La band ha pubblicato negli anni due full-lenght e tra le altre cose, composto un inno metal per la tifoseria di calcio locale, e partecipato a compilation del circuito extreme metal underground tricolore.

La line-up è ben salda attorno alle figure di Carlo Pelliccia (voce e chitarra) e Marco Dalmasso (batteria) che hanno militato nella band sin dagli esordi, a cui si sono aggiunti recentemente Alessandro Fusacchia alla chitarra e Gianluca Marchionni al basso. I Necrofili nell’aprile del 2019 danno alle stampe l’EP “Immaculate Preconception” composto da cinque tracce di inediti. L’ EP è autoprodotto dalla stessa band presso il proprio studio.

Il genere proposto dai nostri è musicalmente un ibrido di thrash e death metal ( con l’ago della bilancia che propende maggiormente verso la componente thrash) con il cantato in scream.

Il filo conduttore che lega il titolo dell’album, con l’artwork e le prime tre tracce è la lotta contro i pregiudizi in particolar modo a livello religioso, sino ad abbracciare contesti più ampi. La prima traccia “A lullaby for reason” è una breve intro melodica in cui in sottofondo una voce recita le parole di Giordano Bruno, prima di venir condannato per eresia. Scelta interessante e piuttosto originale. In questo modo l’ascoltatore viene introdotto al concetto che abbraccia i primi tre brani dell’EP. 

L’album prosegue con “Infaithcted”, il cui titolo è la contrazione delle parole “faith” e “infected”. Musicalmente siamo davanti ad un pezzo tirato e quadrato, pienamente all’interno del binomio thrash death metal. Buona traccia in cui fa capolino anche l’influenza della scena svedese, con gli At the Gates su tutti. Nella terza traccia “Campo de’ fiori” la band sperimenta il cantato in italiano, in cui narra egregiamente la nota vicenda di Giordano Bruno messo al rogo nella stessa piazza romana. “A Campo de’ Fiori, arde la scienza, per chi non abiura, nessuna clemenza”!!

Intendo della band è di attualizzare la questione ai giorni nostri in cui sia lo Stato, la Piazza, e la Rete sono i nuovi “campo de’ fiori”. A livello musicale dopo un breve intro melodico, viene lasciato spazio ad un thrash cadenzato e roccioso, di buona fattura e sul finale rallentato e soffocante su coordinate tipiche del doom. Ottimo brano ben strutturato e vario, probabilmente il migliore del lotto. “The Shapeless Thing” ( la cosa informe è la depressione) composta interamente dal nuovo membro della band Alessandro Fusacchia, parte con un breve intro melodico, per passare alla violentissima strofa, praticamente black, dove le scream vocals meglio di adattano alla musica rispetto ad altri momenti. Chiude il brano un lungo assolo melodico.

Nell’ultima traccia “Army of the Reaper”, la band sperimenta nuove soluzioni musicali come ritornelli melodici e arpeggiati cantati con voce pulita, che a detta del combo italiano, implementeranno il loro sound nel prossimo full lenght. Il testo della canzone è una sorta di collage dei titoli delle vecchie canzoni della band scritte ai tempi dell’adolescenza. In quanto il brano è una celebrazione della band e della collaborazione ventennale ta Carlo Pelliccia e Marco Dalmasso, che nel corso del tempo ha portato alla formazione dei Necrofili. In conclusione “Immaculate Preconception” è un buon EP, suonato con buona tecnica, ben registrato,da una band esperta che ha all’attivo anche diverse apparizioni live come opener a band di livello internazionale.

Musicalmente si potrebbe attendere qualche soluzione più personale, data la buona qualità della band. Questo EP servirà senz’altro come interessante antipasto al prossimo album in lavorazione della band.

 

70/100