9 MARZO 2019

Una piccola biografia accompagna questo EP di quattro tracce, pubblicato dai pugliesi Olis a fine 2017.  Il quartetto, nato su iniziativa dei fratelli Arian e Jimmy Docia, rispettivamente chitarra e voce, si autodefinisce “alternative, post-metal”, due generi non proprio nei gusti preferiti dal sottoscritto, ma che meritano comunque attenti e ripetuti ascolti e una valutazione quanto più onesta e sincera. 

Partiamo da un’influenza che ho trovato,  quella della scena che infiammò Seattle negli anni ’90, la forma più pura e non commerciale del grunge; con le sue tematiche malinconiche e dirette a livello di liriche ed un incedere martellante e sofferto nelle ritmiche. 

A tal proposito voglio sottolineare l’ottimo lavoro alla batteria di Daniele Pasculli, preciso, ma mai invadente e quello al basso di Alessio Ciocia, ben in evidenza e non soffocato dagli altri strumenti. 

Vorrei addentrarmi in una attenta analisi dei testi, ma purtroppo la copia digitale in mio possesso ne è sprovvista perciò analizzeremo i brani basandoci unicamente sull'ascolto.

“Outward” ha un’andatura cadenzata quasi Doom, che poi sfocia nelle vocals rabbiose di Jimmy. Quasi a contrasto con la successiva “Liar”, brano che ho scelto per il passaggio radiofonico; in cui sembra quasi di ritrovarsi tra le mani un’outtake di “Bleach”. 

Seguono e chiudono “Insoluble” e “Soulmate”, due brani più intimisti, che vi consiglio di gustare a volumi decisamente non contenuti! 

Come prima prova, la ritengo decisamente superata e resto in attesa dell’album vero e proprio che, auguro alla band, possa arrivare presto. 

Dopo anni di coesione, cementata anche grazie a varie esibizioni live, credo siano pronti al salto di qualità che meritano, magari coadiuvati da una label seria alle spalle! 

 

Francesco "Yggdrasill" Fallico

75/100