1 OTTOBRE 2018

Peppe Giannuzzi

Album : heavy adrenaline 

Genere : world/rock/prog

 

Peppe Giannuzzi è diplomato al conservatorio di Lecce.

La sua musica fonde la sua passione per il rock con sonorità ambient e con inserimenti della musica tradizionale del Salento.

Attualmente suona con Enrico Capuano e la tammuriata rock.

Varie le sue collaborazioni, ad iniziare dai Modena city rumblers, passando per su d'est, fino ad arrivare alle sue varie apparizioni al festival la notte della taranta.

Giannuzzi ama accostare il suono del suo violino a quello della chitarra elettrica. Viene definito il “satriani" del violino.

Iniziamo l’ascolto con CELTIC GODDESS, brano molto tirato, che fa venir voglia di pogare,  in cui si sente l’amore per la musica celtica, con il violino che ben si mescola con un chitarra anch’essa suonata egregiamente.

In ILLEGAL STRINGS possiamo solo restare zitti ed ammirare (anzi, ascoltare) la bravura di questo musicista!

JUST FOR ME, brano più pacato rispetto ai primi due, molto bello , una song che fa venire in mente parole d’amore.

Arriviamo al pezzo che da il titolo al disco, HEAVY ADRENALINE, brano in cui gli strumenti si amalgamano perfettamente, creando delle ottime sonorità prog.

Con XERENADE, ascoltiamo un brano lodevole, che parte lento per poi esplodere al minuto 3.20. 

In DREAM ON siamo di fronte a delle sonorità molto dolci, di un prog suonato coi guanti.

Arriviamo così a SECRET ISLAND e DAYLIGHT, brani di tutto rispetto, che incantano l’ ascoltatore. ZIO JOE è un altro brano suonato egregiamente, in cui l’ intreccio tra violino e chitarra sono molto avvincenti. La traccia conclusiva, CHIOVE, è una poesia di Gianni De Santis, recitata dal fratello rocco.

In conclusione posso dire che l’ album scorre molto bene, lascia l’ ascoltatore a bocca aperta per la bravura dei singoli musicisti.

L’applauso più grande va senz'altro a Peppe, per il suo estro e la sua originalità. Un maestro, nient’altro da dire!

Siamo di fronte a un disco che tutti dovrebbero ascoltare, anche chi non è amante del genere, perché apre la mente a nuove sonorità e soprattutto c’è molta tecnica tra le mani dei musicisti, che, alle orecchie, non fa mai male!

 

Daniele Hell

85/100