27 GENNAIO 2019

Maurizio Di Timoteo – Vocals, Rhythm Guitars

Luca Barbieri – Lead Guitars

Francesco Querzé - Bass

Davide Pulito – Drums

 

Album: Vagrant

Release date:  9 Novembre 2018

 

1- Aftermath:

Chi vuol intendere intenda... la storica sirena... grida ancora una volta.

2- Meek and the Bold:

Batteria padroneggiante, basso gonfio e cupo,chitarre gemellate in un sound aggressivo e prepotente, così i Revolutio vi accartocciano le orecchie capitanati dal frontman Maurizio, un "Thrash (Hambient) industrial metal" apocalittico e riflessivo.

3- What Break Inside:

Se cercate un sound moderno, capace di prender le vene dal vostro corpo, strapparvele via e trasformarle in circuiti... avete trovato ciò che cercavate, ogni qualvolta ascolterete il ritornello: What break inside! Il Cybertrash avanza e noi con loro... buono lo scambio corale, contro voci nell'intermezzo ben strutturate e così fino ad arrivare a...

4- The Oracle:

Si spostano le ritmiche trash in tutt'altra direzione,nei primi minuti possiamo ascoltare una batteria molto più cadenzata, il basso fà il suo sporco lavoro non uscendo dagli schemi, le due chitarre divorziano creando un loro personale spazio sonoro, il cantante qui sembra gridare contro se stesso, ponendosi domande ed un coro lontano misto a contro voci lanciar risposte poco piacevoli ma... veritiere, anche questo fà parte del voler sapere... e ciò ne ha conseguenze poco piacevoli.

5- Ozymandias:

Fuori dai questionari! torna il trash violento dei nostri..Il ruggito del vocale s'accompagna con chitarre ben decise, pronte ad avvolgere il tutto ovviamente con la complicità di un basso ed una batteria mai restanti nell'ombra; la melodia nella parte finale tende a farsi evidente ma sapete... "Ozymandias" sà come prevaricare sul finale vero Maurizio?

6- Eclipse:

Un arpeggio glaciale, prolungato,lento... apre e porta avanti questa song per una trentina di secondi, per poi dar spazio ad un solo di chitarra freddo... melodico. Sembra quasi di percepire un corpo umano prender vita si... ma... da circuiti elettrici. Nè battito, nè essenza, nè....

7- Silver Dawn:

Un'intro che mi ha ricordato il film: "Terminator" lo spunto è ammirevole, così come il cantato misto al narrato stesso del cantante. Sembra quasi di toccare un musical futuristico, ma poi una chitarra schiaccia tutto questo e prepotentemente si fanno avanti anche gli altri strumenti, una song capace di toccare diversi generi, molto interessante devo dire, poco prevedibili i cambi sia di tempo che riff... che altro dire, bene così Revolutio!

8- Requiem:

Ancora una volta non vi aspettate di entrare immediatamente nel pezzo, dall'intro iniziale a metà song vengono introdotti dei cambiamenti, capaci di lasciare a bocca aperta, come asciutta, (De gustibus!). La chitarra nel finale sia acustica che elettrica accompagnata da una voce malinconica, triste e riflessiva sussurra: chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare nel nostro mondo.

9- Daydream:

Ancora si resta su atmosfere spaziali simil medievali in alcune brevi parti, qui il basso si fà ben evidente e riconoscibile, così come la voce narrante, ma... la chitarra è pronta,complice una batteria capace di saper aspettare con brevi stacchetti tribali fino al segnale! Ed ecco salire l'intera strumentale, la voce inizia a graffiare anche se le piace giocare tra lo sporco  il pulito ed un'effetto megafono; successivamente non ci sarà più spazio alle sperimentazioni, per il restante... ascoltate, prendete mazzate portatele all'orecchio o... meglio dire... di ciò che ne rimane!

10- The Great Silence:

Quale titolo potrebbe esser più adatto per chiudere questo disco, ascoltate... inalate ciò che appare ancor intatto e... proseguite fino alla fine, il passo è breve... la logica non serve.

Un disco da vivere nella sua feroce sperimentazione, capace di non annoiare l'ascoltatore e far sì che ogni traccia, possa esser amalgamata vissuta, ricreando così... una personale visione futuristica, sul decadimento volontario dell'esistenza umana.

 

Sxorpious

80/100