1 MAGGIO 2019

Death Metal. Qui non c'e' spazio per contaminazioni varie,tastiere,tecnicismi fini a se stessi etc.Qui c'e' solo Death Metal.

Di quello che puzza di vecchio,carico di sudore,pesante..Insomma anni 90! E non e' una critica anzi,oggi il Death Metal complice le solite mega produzioni ha perso in gran parte il fetore di cadavere di una volta;ci pensano i Stige dall'underground nostrano a resuscitare i morti con ”Spekuldeathstroy”,loro ultima fatica uscita ad inizio anno. La band si forma a Mottola (Taranto)nel 2001 grazie al volere del batterista Peppone,unico membro originario rimasto ad oggi;dopo due demo e un ep arriva nel 2012 Skar(n)ification, primo full della band pugliese. La band ha alti e bassi dovuti a problematiche legate a vari cambi di line-up che la porteranno a trovare l'equilibrio solo nel 2017 con l'innesto del nuovo singer Antonio. E da qui anche il ritorno on-stage! Dopo questa breve bio dei ragazzi torniamo a “Spekuldeathstroy”,composto di  9 brani schiacciasassi debitori di Cannibal Corpse,Deicide e Obituary. 34 minuti di Death Metal in cui la band preferisce non pigiare mai troppo sull'acceleratore ma rimanere ancorata su mid e slow parts nelle quali inserire qualche solo e fare scavare nelle profondita' la voce cavernosa di Antonio. Buona la scelta dei suoni che, anzichè cercare la produzione“perfettina”,va alla ricerca del grezzo e selvaggio che fu. Se devo citare i pezzi che mi hanno “preso” di più, metto The Large Carcass of Theory e There is Blood on Their Hands probabilmente perche' piu diretti e veloci,ciononostante l'album pur non ricercando l'originalità riesce a mantenere l'attenzione dell'ascoltatore viva grazie ai continui cambi di tempo.

Non posso che augurare di proseguire cosi a questi ragazzi che nonostante mille difficoltà sono ancora qui a farci sanguinare i padiglioni auricolari. STAY BRUTAL.

 

STEFANO COLOSI

69/100