6 FEBBRAIO 2019

Vivaldi Metal Project è un progetto di taratura internazionale concepito nel recente 2014  dalla mente del tastierista italiano Mistheria, coadiuvato nel songwriting da Alberto Rigoni, a cui hanno partecipato numerosi artisti della scena metal internazionale, per proporci un re-make in chiave Metal delle famose “Quatro Stagioni”, trasformando i vari movimenti dell’opera in vere e proprie canzoni, non limitandosi solo ad arrangiare in chiave metal le parti strumentali, in cui si intrecciano sfumature progressive e neoclassiche, che fondono parti delle musiche composte dal grande maestro Vivaldi al metal dei giorni nostri nelle sue varie sfummature, dall’Heavy Metal di vecchio stampo in stile Iron Maiden fino ad un Power Metal in perfetto stile Nightwish. Già dal primo impatto l’ascoltatore si trova di fronte ad una realtà di livello superiore: sound curatissimo sia esteticamente che nei contenuti, grazie all’elevata profondità delle lyrics e dell’immensa estetica della grafica. La prima impressione è poi stata confermata dall’ascolto: l’incisione, a parte la prima e l’ultima traccia di libera ispirazione, è la pedissequa rivisitazione in chiave metal dell’opera vivaldiana. Dal punto di vista stilistico ci troviamo di fronte ad un power metal sinfonico, con delle sonorità decisamente classiche, ma accompagnate con dei riff tipici del metal e pertanto destinate ad un pubblico avvezzo a tale genere.
La produzione si presenta di ottimo livello, così come pure le esecuzioni a livello strumentale sono da considerare un patrimonio della musica mondiale, nonostante che per i “bigotti” della musica classica questo album potrebbe risultare blasfemo, ma per chi ha una visione più ampia dell’arte, senza confini invalicabili, si tratta invece di un lavoro di sicuro interesse, inquanto sin dalle sue origini la musica metal ci ha abituati alle sonorità inspirate dalla linee orchestrale e classiche, dissacrando tutti i confini artistici esistenti, spesso con risultati spettacolari ed inaspettati dagli stessi idoli dei generi sinfonici, ma finora pochi sono stati i tentativi di emulare integralmente un’opera classica di tale calibro. Non c’è dubbio che un disco di questo tipo vada apprezzato attraverso un principio olistico, ma i 14 brani in cui è stato diviso stanno in piedi anche da soli, confermando la qualità compositiva ed interpretativa dell’opera. L’opener “Escape from Hell” e la conclusiva “Doomsday” sono dei brani originali, creati da Mistheria apposta per l’occasione, due ottimi esempi di symphonic power metal, con sfumature di Epic e Gothic, curatissime negli arrangiamenti e variegate nelle melodie ed atmosfere. A partire dalla seguente “The Illusion Of Eternity” abbiamo un tocco della Primavera, con un lavoro di batteria più che azzeccato a scandire il famoso intro cadenzato, ed è uno spettacolo ascoltare le voci femminili, in stile Tarja Turunnen e Simone Simons, chiamate in causa riescono a interpretare strofe metricamente impegnative; gli arrangiamenti orchestrali sono dal loro canto altrettanto “tosti”, avendo al centro dei brani l’unisono chitarra-tastiera, che accontenterà tutti i fan del mero virtuosismo.
L’avvio strumentale di “Vita” regala emozioni, con un tocco vellutato di chitarra elettrica, poi tutto si anima con una strofa in italiano dal sapore rhapsodiano, così come risulta difficile estrapolare un momento piuttosto che un altro, all’interno di un lavoro così compatto ed omogeneo, da ascoltare appassionatamente. Degni di nota i movimenti più lunghi ed intricati, “Euphoria” e “Alchemy “, in cui possiamo apprezzare l’alternarsi di tanti cantanti, insieme ai cambi dinamici di armonie e di registro.

“The Four Seasons” è un disco di cui si parla da tempo, che ha creato una grande attesa attorno a sé, sia per i contenuti, sia per gli artisti coinvolti. Con quest’album galattico Mistheria ha fatto centro ed è riuscito a realizzare un’opera singolare ma di un’elevata qualità e maturità artistica, dedicata sia ai fan del  Power Metal sinfonico nelle sue infinite reminiscenze ed influenze, ma che farà anche la gioia degli appassionati di musica classica e neoclassica pronti ad avventurarsi verso nuovi orizzonti musicali. 

 

Dmitriy Palamariuc

89/100