8 DICEMBRE 2017

Gli Aeternal sono una realtà italiana di Cosenza, melodic metalcore, nati nel 2003 da un’idea di Carmine Filizzola (batteria) e Pierluigi Ammirata (chitarra solista). La prima lineup definitiva arriva nel 2005, con alla chitarra ritmica Francesco Toscano e alla voce e Alessandro Chiappetta alla voce. Arriva, così, nel 2006 l’indipendente “Reborning Through Suffering", attraverso cui possono dare sfogo ad un precedente melodic death metal, ma senza nascondere l’influenza metalcore, discretamente suonato, prodotto e mixato. Nel periodo che intercorre il 2006 e il 2017, gli Aeternal si ritrovano ad avere membri uscenti dalla formazione. Si hanno, così, le sole forze di Carmine Filizzola – che oltre a suonare la batteria si occupa, al momento, delle parti in tastiera e sintetizzatore – e Alessandro Chiappetta – nel ruolo extra di chitarrista e bassista.

Così, arriva il 19 ottobre 2017, il primo full-length autoprodotto “The Conscious Machine". L’album sorge attorno un difficoltoso panorama, legato di certo al passato degli Aeternal, ma attraverso di esso si intenta una rinascita (sia di genere e stile, sia di struttura). L’album è costruito attribuito attorno il concept filosofico della macchina, consapevole di essere “viva”, “parlante", “agente". Nel contesto dell’album, più specificamente, è l’idea attorno alla quale gli Aeternal abbiano voluto scandire la nascita del genoma umano come fosse creato artificialmente, manualmente. È la band stessa il creatore di questo soggetto, un essere umano consapevole di sé, attraverso i suoi 5 sensi, i suoi organi e il cervello. Inoltre, la scansione delle tracce prevede la divisione in due parti di “Fetus", ottenendo così un totale di 7 tracce – come si evince dallo streaming gratuito del CD in digitale, presente sul loro canale YouTube – al posto delle 8 già presenti. In questo modo, il tentativo di attribuire alla “macchina consapevole” degli Aeternal il “peccato originale” (si pensi ai sette peccati capitali) è un nesso evidente con la religione, che crea contrasto con le metafore futuristiche e “finite” rispetto all’infinita allegoria religiosa. Presentando in alcuni punti campionamenti tratti da estratti di film – si riconoscono “Fuga di mezzanotte” e “π - Il Teorema del Delirio” – il disco presenta 7 brani, i cui titoli sono accompagnati da “capitoli”. Musicalmente, una buona qualità dell’album spicca dalla prima alla quarta traccia, ovviamente nei limiti degli effetti dell’autoproduzione. In particolare, in “Cor (Eternal Illusions)" si riesce ad avvertire una sorta di buona riuscita da parte dei due Aeternal, perché si crea un giusto equilibrio fra influenza metalcore e tendenza alternative metal. Tuttavia, le note dolenti arrivano a partire da “Bulbus Oculi (Too Much Blind to Can See)" a “Cerebrum (The Keeper of the Lie)", dove emergono chiaramente degli aggravamenti a livello tecnico a penare sull’ascolto. Partendo innanzitutto da una chitarra solista che dà l’idea di essere poco accordata per la registrazione, si può avvertire un’assenza di ritmo in “Plica Vocalis (Rash Words)" sia in batteria che in chitarra ritmica, che dona alla registrazione un forte squilibrio nell’ascolto. Abituati alla quasi epica marcia di “Manus (A Slap and a Cress)" – titolo che può coincidere con l’effetto frustata generato dal rullante di batteria, dovuto ad un espediente di programming in mastering – si rimane a dir poco perplessi con l’esempio di “Bulbus Oculi (Too Much Blind to Can See)". Un vero peccato per gli Aeternal, dei quali si può affermare chiaramente che il progetto vada decisamente a gonfie vele se completi di “personale” – ciascuno ai suoi ruoli, in quanto esperto di essi.

In breve, dopo il successo positivo avuto con la release del 2006, la band calabrese sforna un primo album dotato di suoni riconducibili ad un ennesimo demo, in parte suonato bene ed in parte suonato nella pienezza dei suoi difetti, sia a livello di melodia, sia a livello di concretizzazione di un’idea che, ad avviso del redattore, appare affascinante, ambiziosa, originale dal punto di vista del soggetto del concept. Un vero peccato, perché se ogni brano fosse stato dotato delle stesse quasi perfezioni di “Organon Auditus (The Silent Noise)" o “Fetus Part. II (The Conscious Machine)", sarebbe stato un album migliore, se non ottimo. Tuttavia, in conclusione non è ancora detta l’ultima per gli Aeternal, in quanto abbiano un futuro dinanzi a loro, per migliorare nei difetti, evidenziare ancora meglio i pregi e, inoltre, ricompletarsi in lineup per una seconda volta.

 

Tracklist

1. Fetus Part. I (Entering the Third Dimension)

2. Fetus Part. II (The Conscious Machine)

3. Manus (A Slap and a Caress)

4. Cor (Eternal Illusions)

5. Bulbus Oculi (Too Much Blind to Can See)

6. Plica Vocalis (Rash Words)

7. Organon Auditus (The Silent Noise)

8. Cerebrum (The Keeper of the Lie)

 

Alexander Daniel

56/100