13 SETTEMBRE 2018

Il progetto Anua nasce a Roma nel 2016 dalla mente del chitarrista e cantante Manuel Rodriguez.

Il disco “un viaggio senza terra” nasce dall’esigenza del mastermind della band di cimentarsi nuovamente con la musica accantonando momentaneamente pittura e disegno. L’album è stato concepito spontaneamente come libero sfogo di emozioni e melodie create da Manuel. Il  lavoro si muove interamente su coordinate musicali care allo shoegaze e al post rock, il tutto intriso di atmosfere delicate e sognanti.

Una peculiarità che balza immediatamente alle orecchie dell'ascoltatore è la parte vocale del disco.

Viene utilizzata una lingua “fonetica” in luogo di un testo vero e proprio. Dei vocalizzi, in cui non è da ricercarsi un particolare significato, creati spontaneamente da Rodriguez ispirati dalle musiche create.

Sono da considerarsi come uno strumento vero e proprio a servizio della musica, come arricchimento alle melodie disegnate dagli strumenti tradizionali utilizzati dalla band.

L’album nelle intenzioni di Manuel è da intendersi come un vero e proprio viaggio attraverso un luogo astratto come viene suggerito dai titoli dei 4 pezzi che compongono il disco.

“Sulla riva di un lago”, “Un cielo sereno”, “Canto di un viaggio finito”, “Vorrei Tornassi” sono legati dal filo conduttore legato al fantasy, come legata all’immaginario fantasy è la copertina, di notevole fattura, disegnata dallo stesso Manuel Rodriguez.

L’album è molto omogeneo e scorre in maniera piuttosto fluida. Difatti viene naturale considerare l’album come una sorta di unica traccia, anche per l’effettiva mancanza di un pezzo che spicca in maniere decisa sugli altri.

Le canzoni sono curate e ben arrangiate, dove ad arricchire il tappeto sonoro della band fanno capolino anche note di flauto traverso, clarinetto e chitarra acustica.

Come già accennato, l’eccessiva omogeneità dei pezzi è anche il maggior limite del lavoro, in quanto le tracce sembrano un po’ assomigliarsi le une con le altre.

Quello che sembra mancare al lavoro è il tocco decisivo, la “zampata” che può elevare il disco ad un livello maggiore, fermo restando la particolare e personale proposta musicale del gruppo.

In conclusione “Viaggio senza terra” è un buon disco che sicuramente può interessare a chi è avvezzo a sonorità post rock-shoegaze molto melodiche.

Da cosa si intravede su questo album di debutto, ci sono tutte le potenzialità e le capacità compositive per uno sviluppo personale e migliorativo delle composizioni nei futuri album della band.

Da segnalare è l’ottima produzione dell’album realizzata presso i 16th Cellar studio in Roma.  

 

Claudio Cerutti

60/100