9 APRILE 2018

Band: Apocryphal

Album: When There Is No Light

Data di rilascio: 13 Febbraio 2018

Etichetta: Earthquake Terror Noise

 

Tra le tantissime realtà facenti parte dell’underground italiano oggi abbiamo affrontato l’ascolto della giovane band di Verona “Apocryphal”, progetto di carattere Black Metal, nato nel 2013 da un’idea nata dal chitarrista Fabio Poltronieri e dal cantante Gianmaco Bassi. La band riesce poco dopo trovare stabilità e completezza con l’arrivo di Diego Gini alla batteria e Matteo Baroni al basso.

Nel 2014 danno inizio all’opera di diffusione del culto nero, suonando per la prima volta in fase live e proponendo subito i loro pezzi inediti e ad Agosto del 2015 registrano e pubblicano l’EP di debutto “Enemy of Manking”.

Il 2018 è un anno importante per loro, data la pubblicazione il 13 Febbraio, grazie ad al contratto stipulato con l’etichetta discografica italiana Earthquake Terror Noise (e distribuito da Punishment 18), di “When There Is No Light”, il primo full length e frutto della creazione di pezzi dotati di sonorità tanto oscure quanto blasfeme, in cui la potenza evocatrice fa da padrona nelle storie che descrivono il ruolo del perdente all’interno della religione cristiana.

In questi 8 brani possiamo scorgere malvagità come se nulla fosse, la quale viene preannunciata dall’intro “The Call of War”, in cui l’arpeggio della chitarra viene sapientemente mescolata con la voce maligna trasmettendoci subito sensazioni cupe e misteriose, sfociando successivamente al brano “Evoking Satan”, traccia nella quale ci si può fare già un’idea del sound e delle influenze del gruppo, ossia un massiccio muro sonoro, naturalmente, di stampo Black Metal eseguito alla vecchia maniera, con ritmiche di chitarre in taglienti sedicesimi, il velocissimo blast beat della batteria e  la blasfema tecnica vocale in Screaming, come insegna la tradizione del Black Metal norvegese. Il terzo brano “Offer to Stars” conferma l’evidente approccio stilistico in fase di song writing e recording in sudio, caratterizzato dalle influenze del Black Metal dei primi anni ‘90, ma che comunque, in certe porzioni ritmiche, risulta curato sotto l’aspetto dei suoni della chitarra e del basso, i quali sono stati mixati con suoni di carattere un pelo più moderno rispetto a tanti album del Metal di culto che oggigiorno popolano i nostri timpani.

La successiva “Violence of Unique God” è, come il titolo preavvisa, è di una potenza ed impatto assolutamente distruttivo, un concentrato diabolico di velocità, miscelato alle sonorità e ritmiche di carattere oscuro e totalmente maligno, portando la nostra immaginazione nelle più lugubri visualizzazioni in desolate ambientazioni dipinti da sanguinosi e cruenti racconti aventi come protagonista, chi se non l’Anticristo?

Il diario degli oscuri racconti prosegue con “Under The Black Flag of Babylonia”, in cui un insieme di arpeggi in scale arabe fa da intermediario all’ennesima ondata di velocità e blasfemia di cui gli Apocryphal fanno gran uso, ovviamente.

Le successive “Midnight Sky” e “Original Glory” sono delle ulteriori sferzate all’ascolto, entrambe tracce senza compromessi e che di certo non sminuiscono e nemmeno accennano al cambio stilistico della band, nonostante in alcune porzioni ritmiche la velocità e la brutalità lascia spazio alle linee un po' più lente e cadenzate.

Il Necronomicon della band veronese si chiude con “Last Pagan Night”, pezzo che catapulta, un’altra volta, la nostra mente negli scenari più tetri ed oscuri, di cui i testi degli Apocryphal ne sono ghiotti, entrando in sintonia con la corrente di pensiero dal punto di vista della religione cattolica. In questo pezzo il blast beat, che in precedenza ci aveva asfaltati, ora risulta scomparso e la ritmica assume una dinamica più statica e lenta, quasi dovesse sfociare in un pezzo di influenze Ambient.

A questo punto, cari lettori, vorrete sapere se “When There Is No Light” può fare al caso vostro? Se siete dei demoni maligni, divoratori di Black Metal old school a livelli quotidiani e vi sentite potenziali distruttori di chiese allora non potete lasciarvi scappare questo full length, il quale ci ha riportati nella Norvegia degli anni ‘90 in soli 8 pezzi. 

Se invece cercate altri tipi di sonorità, pur trattandosi di Black Metal, potreste rimanere un pelo delusi dal fatto che non è assolutamente un genere con un approccio stilistico inventato ieri, quindi non aspettatevi stravolgimenti trascendentali di una cultura che parte e continua da quasi 30 anni!

Gli Apocryphal con questo disco hanno messo chiaro sin da subito, senza se e senza ma, la direzione che la band vuole seguire, anche se, a nostro avviso, discostarsi un attimo dalle radici a cui si è attaccati saldamente, non farebbe poi cosi male.

Il risultato è sicuramente sufficiente, ma noi confidiamo in un prossimo lavoro ulteriormente maturato, ma che comunque trasuda ferocia da tutti i pori.

  

Simone Zamproni

68/100