26 LUGLIO 2107

I compositori italiani sorprendono sempre di più per la propria creatività, la voglia di tuffarsi nelle sperimentazioni e l’azzardo di presentarsi con miscele musicali che stupiscono. Questo è il caso dei talentuosi musicisti della symphonic rock band Ars Divina, nata nel 2003 a Salerno. Giacomo Mercaldo (voce), Roberto Coscia (batteria), Gianluca Di Marino (chitarra), Dario Triestino (basso) e Pierpaolo Iemmo (violino), questi i componenti del gruppo, che hanno dato vita a “Atto I”, autoprodotto e composto da sette brani.
Un album molto originale, curato nei dettagli e pervaso da un’atmosfera magica.
Un disco che al proprio interno contiene delle vere e proprie perle, sia nei contenuti musicali sia dal punto di vista canoro infatti, Giacomo Mercaldo, unisce il suo timbro vocale tra rock e lirica, rendendo, con questa impronta, l’album ancor più coinvolgente. Tra l’altro, Mercaldo fa parte del coro del Teatro San Carlo di Napoli, giusto per fare chiarezza della portata di questo album.
La prima traccia “Mal Comune”, parte con un buon ritmo sostenuto e con l’avvolgente e unico suono del violino che rimanda alla musica classica ed anche alle sonorità celtiche e zigane, un brano che già di per sé è la presentazione ottimale di questo disco e di ciò che si andrà mano a mano ad ascoltare.
“Cieli Immensi”, la seconda traccia, abbraccia nella sua calda timbrica in un salendo di note che arricchiscono questo brano, portando verso l’alto, come dice il titolo, verso cieli immensi in cui potersi librare. Un brano che rapisce già al primo ascolto.
Si passa alla terza traccia “Arte Nobilis”, primo singolo estratto cui è stato realizzato un video, un brano di puro rock intersecato da queste sonorità enfatiche che il gruppo intreccia elegantemente con naturalezza.
“Lungo Il Fiume”, quarta traccia, è sinceramente uno dei brani che preferisco per le emozioni che trasmette nella sua decadenza, tanta serenità e pace si respira in questo brano, una canzone delicata dalle sonorità dolci, malinconia e dolcezza la pervadono, veramente molto bella nella sua vena poetica.
La quinta traccia, “Da Solo”, riporta ai ritmi più pressanti, pur restando leggera ed ariosa. Anche in questo brano si viene sedotti dal suono melodico con timbri palesemente rock, amalgamati a musica classica.
“Dico A Voi”, sesta traccia, continua la corsa sui ritmi e le sonorità serrate, mi rimanda ad un imbonitore che nel suo monologo attrae il pubblico verso di sé tra le sue tele intessute di libertà.
Un altro brano soave, “Distese A Grano D'Oro”, traccia che conclude “Atto I”, in cui la magistrale voce avvolge accompagnata dal piano che abbraccia nel suo lento cullare ed un timido violino fa capolino nel finale.
In questo album, gli Ars Divina racchiudono il mondo teatrale in toto e rock, dando alla luce un prodotto fresco rispetto ai vari gruppi di musica rock sinfonica. Questi musicisti hanno creato un bellissimo lavoro che si contraddistingue per il cantato in italiano, per l’influenza manifesta di Mozart, come tanti altri musicisti classici, con un tocco di sonorità indie, folk e tanto rock.
Dinnanzi a tanta bravura, rimango sempre più del mio parere, i musicisti italiani non hanno nulla da invidiare a quelli esteri.
Gli Ars Divina, me li voglio immaginare esibirsi nei teatri a regalare emozioni con la propria musica, a rapire gli spettatori con la loro magia.
Cala il sipario, applausi.

 

Valeria Campagnale
90/100