28 AGOSTO 2017

"Freedom Call", "Nocturnal Rites", passando per "From The Depth", "Arés" e "Shadows of Steel": il “saturo" incontro del rosso e dell’azzurro negli artwork degli album heavy/power metal è ormai divenuta una (apprezzabile) consuetudine. Non sono da meno i toscani Astral Fire, da Firenze, che hanno rilasciato nel giugno 2017 la loro prima release, un EP in formato digitale intitolato "Defy the Lights". I nostri sono una band giovane, nata nel 2015, ma formata da membri già attivi in altre realtà del metal nostrano, anche in generi lontani dal power metal qui proposto (vi sono membri nuovi e vecchi di Underskin e Suicidal Causticity). In particolare, la line-up che ha realizzato l’EP è composta da Maurizio Bergamini alla voce, Niccolò Carpentieri  e Edoardo Scali alle chitarre, Giuseppe Vitale al basso e Tiziano Valentini alla batteria (ad oggi, Gianni Calonaci ha sostituito Edoardo Scali alla chitarra).

Passiamo alla musica: "Defy the Lights" si apre con "Omen of Unknown", una intro strumentale potente e sinistra, forse inaspettata per il genere proposto, tanto che non pare di trovarsi innanzi ad una band power metal, quanto ad una band di death metal tecnico moderno, come gli Obscura. Il quintetto mette però mostra le sue vere carte vincenti già con la successiva "Oversoul", prima vera song nel disco, dove la classica cavalcata e le epiche melodie chitarristiche la fanno da padrone. Il brano si muove sempre su binari velocissimi, e raggiunge il climax nello splendido solo, con chitarre duellanti. Il terzo brano "Back to Life" è un bel pezzo di power teutonico, epico e tirato, che non cede però mai alla zuccherosità di alcuni colleghi. Bellissimi i fraseggi che portano alla mente gli Iron Maiden più magniloquenti e gli Helloween dei tempi d’oro. Si passa poi a "Hills of Destruction", un brano che, dal titolo e dall’introduzione, pare di certo il più aggressivo del lotto. La partenza, dove la band pesta senza lasciare molto spazio alla melodia, lo fa apparire quasi come un brano di sano thrash metal. Ben presto però, le caratteristiche musicali più congeniali ai nostri vengono di nuovo a galla: con "Hills of Destruction" gli Astral Fire tirano fuori uno splendido brano, che può ricordare alcune hit del “piccolo" capolavoro del 2001 “On The Edge" dei danesi Iron Fire. L’EP si chiude dopo il quinto brano, la titletrack "Defy the Lights". Gli arpeggi iniziali cedono immediatamente il posto alla splendida cavalcata, ed il chorus ben riuscito è il suo giusto e naturale complemento.

Dopo 22 minuti, "Defy the Lights" si conclude, e ci lascia con delle ottime prospettive per il futuro. La produzione dell’EP infatti e ottima, ed il songwriting mostrato dalla band è assolutamente ineccepibile. Aspetti da migliorare di certo ve ne sono, come una maggiore attenzione alle vocals ed all’artwork (gradevole ma elementare), ma si tratta solo di piccole scalfiture su un disco che evidenzia fin da subito ottime prospettive di crescita per la band toscana.

 

Luigi Scopece

90/100