31 MAGGIO 2018

I Birkenwald,che letteralmente si traduce con: "bosco di betulle" (infatti lo troviamo rappresentato anche sulla copertina del disco MDD) sono un gruppo formatosi a Bologna nel 2016.

E,proprio la copertina del disco,ci introduce quello che sarà il tema corrente di tutto l'EP. Un essere umano, perseguitato da uno spettro in un scenario "bosco di betulle" molto stilizzato, il tutto a sottolineare un fortissimo impatto di manifestazione della depressione.

Gli arrangiamenti musicali sono ciò che più siamo abituati ad ascoltare ultimamente, un post black ri-arrangiato e modernizzato.

Il primo brano si introduce con una voce narrante e chitarre molto marcate. In generale, a livello di testi, si può tranquillamente rapportare a un genere come il "depressive metal". Sono comunque tutti contenuti, musicali e contenutistici, molto notevoli per un gruppo che si approcci da poco al mondo musicale, almeno nel suo insieme. Inoltre è anche un disco autoprodotto, quindi doppi complimenti.

Nell'ascolto notavo infatti l'allegoria con l'ultimo brano "Anedonia" e l'effettivo piacere che invece si prova nell'ascolto dell'EP! La famosa "libertà dell'artista"!

Ognuno di noi vive situazioni e tormenti raccontate in tutti e quaranta i minuti e, per quanto cerchiamo di liberarcene, andiamo sempre a ricercare quello spettro, quel sentirsi incompleti. L'essere umano è fatto per combattere ma non disdegna un po' di autocommiserazione e declino. In questo, i Birkenwald, sono degni compagni di viaggio. 

Una cosa che tollero poco, ma questo purtroppo è un gusto puramente personale, è la scelta di chiamare i componenti del gruppo con codici. Sono sicura che se in così poco tempo e poca esperienza come organico, sono riusciti a creare un così bel EP, risentiremo ancora parlare e smuovere le foglie tra i "boschi di betulle".

 

Noemi Di Marco

90/100