27 LUGLIO 2017

I Blodiga Skald sono un gruppo Folk Metal di Roma nato nel 2014 per idea di Daniele Foderaro e Nicola Petricca, a cui in seguito si sono aggiunti anche altri membri che hanno contribuito a rendere la band più organica e dinamica, portando con se una carica da 100 che li ha messi in evidenza sin da subito nella scena del Folk Metal Italiano e non solo. Assolutamente da notare è la marcia in più che ha portato Anton Kalenyuk, il cantante di origine slava, il successore di Daniele Vitali, che ha reso la band più internazionale e più aperta verso sonorità e tematiche decisamente nordiche ed in particolare anche slave. Tra le influenze possiamo notare come la band oscilla tra Alestorm, Korpiklaani, Arkona ed altre band di origini slave per quanto riguarda le sonorità e le atmosfere feeriche che si possono sentire nelle loro creazioni. I Blodiga Skald  hanno nel loro palmares un EP intitolato “Tefaccioseccomerda" (2015) ed un full-length prodotto nel 2017, chiamato “Ruhn", prodotto dalla label russa Soundage Production. Come tematiche  affrontate nelle loro canzoni possiamo elencare il mondo fantasy, gli orchi con i loro rispettivi vizi, con le proprie festicciole e le guerre contro gli elfi. A primo impatto ci si aspetterebbe un Pagan Metal molto violento e reo, in cui viene descritta la vita dei noti abitanti di Mordor, in continue battaglie sanguinarie, spietate e fatali. Invece no, quest’album parla di tutt’altro, sembra più un full-length in stile Alestorm, dove invece dei piratti troviamo questi personaggi macabri ma anche amanti delle feste, chiamati orchi. Non vi è quindi solo il lato guerriero, desideroso di fama e potere sopra le altre razze tipico di queste laide bestie, ma anzi, troviamo anche il loro lato allegro, romantico ed artistico. 

Nell’opener intitolato “L’epica vendemia" la band ci parla della vittoria degli orchi sugli elfi e della loro raccapricciante tradizione consistente nel fare vino con gli occhi degli elfi caduti. Sembrerebbe un’imagine molto triste, spaventosa e tragica, ma esposta in un stile così allegro come fanno i Blodiga Skald sembra una favola raccontata dagli orchi ai loro figlioli prima di metterli a letto. 

La seconda traccia appare come una ballata in stile Folk Metal similmente a delle band scandinave come Korpiklaani ed Ensiferum, infatti dal testo si evince un richiamo alla battaglia per la propria terra, per il proprio onore e per la gloria eterna, che sarà lodata e cantata dai loro successori. Analogamente anche nella terza traccia, “No Gunder No Cry", la band tende ad evidenziare ed esaltare questi guerrieri rei e spietati, con la loro voglia di distruggere tutto e tutti, persino la morte, con la quale loro vogliono preparare il brodo. 

Nelle tracce successive, come “Sadness" e “I Don’t Understand", viene descritto un lato più umano di questi bizzarri personaggi che sono gli orchi, la loro voglia di essere liberi e di festeggiare ed il loro rammarico di dover sempre combattere per assicurarsi un posto in questo mondo. Scopriamo alla fine che sotto il carapace di questi mostri  si nasconde un animo quasi umano, con dei desideri e sogni che abbiamo quasi tutti noi. Nel brano intitolato “La follia" viene addiritura descritta la vita di un orco che é rimasta per tutti un enigma, in quanto lo credevano folle ma nessuno si era mai accorto della sua anima artistica, molto fragile ed instabile, un genio incompresso ed un profetta non aprezzato dalla sua patria e dal suo popollo. 

Nelle altre tracce viene di nuovo esaltata la vita di guerriero festaiolo ed il corraggio degli orchi di affrontare le loro battaglie, di conquistare nuovi mondi e nuove terre, sterminando tutto e tutti sul loro cammino, assicurandosi la famma e le lodi dei canti eterni che racconterano il loro corraggio e determinazione anche quando loro non ci sarano più. 

L’ascolto di quest’album è molto piacevole ed i riff di chitarra sono pomposi, maestuosi e decisamente Folk, con leggere influenze  Melodic Death, che si combinano molto con gli strumenti come il flauto, il violino, la fisarmonica, le tastiere e synth. Ottimo basso e batteria, tutto è armonioso e ben fatto, persino la qualita di mix e mastering è perfetta, con ciò possiamo affermare che i Blodiga Skald hanno fatto centro con quest’album, che non ha nulla da invidiare a band come Korpiklaani, Alestorm o Ensiferum. Vorrei fare i miei speciali complimenti anche al cantante, in quanto la sua voce ed il suo growl ci ha incantato per tutto il tempo dell’ascolto di quest album.

Siccuramente “Ruhn” verrà molto aprezzato da chi ascolta Folk Metal e Melodic Death, in quanto i Blodiga Skald, dopo un ottimo esordio con il loro EP, in questo full-length hanno dimostrato originalità, qualità nella composizione e suono, fantasia negli argomenti e nelle sonorità usate in questa raccolta. Hanno dimostrato una maturità insolita per un primo full-length. In attesa di nuove notizie dalla band non ci rimane che gustarci e goderci questo gioello degno di essere chiamato tale.

(P.S. Ну ты, Антоха, им дал жару конечно...)

 

Dmitriy Palamariuc

86/100