2 GENNAIO 2018

I Bluestones nascono a Reggio Calabria nell’ottobre del 2004 e all'inizio sono un trio composto da Roberto Iero alla chitarra/voce e Cosimo Porcino al basso (entrambi con precedente esperienza negli Overflash come chitarristi) e Vincenzo Cuzzola alla batteria. Dopo un breve inserimento nel gruppo di un altro chitarrista, Antonio Surace, registrano i primi demo e vincono a Villa San Giovanni prima il Rock is dead nel 2005 e poi il Villavoice Live e, nel 2006, sezione inedita con il singolo “Underground” suonato live ed in acustico a Radio Touring 104 una settimana  dopo.

Nel 2007 esce il loro primo EP autoprodotto “Tears World” di 4 pezzi con i singoli radiofonici  “Hate me” e Mr Winston”,  la stessa “Mr Winston” sarà presente anche sulla compilation di musica indipendente più importante di gruppi inediti “Tutta rrobba bbona”. Nel 2008 arrivano alla finale di Italia Wave all’Ayers Rock One di Lamezia Terme. Nel marzo del 2011 il nuovo bassista è Alessandro Romeo ed a fine 2011, più precisamente in occasione della Zombie Walk, il gruppo passa da un trio a un quartetto con l’inserimento di Filippo Buglisi alla chitarra, come seconda voce e, quando serve in mancanza di Alessandro, al basso. Filippo Buglisi lascia la band nel luglio del 2013. Il 5 agosto i Bluestones girano il loro primo video (Sick Room) trasmesso per la prima volta al Random durante il live “La fine del mondo” del 21 dicembre 2012; il 9 e il 10 agosto girano il secondo video (Medusa/slut) secondo singolo. Nell’estate 2013 parte un mini-tour chiamato “Prelude to cloud” dove i Bluestones eseguono due date al Tortuga Music Clash (concorso per band inedite dove arrivano al secondo posto) e una data a Reggio all’House of Bak dove chi ha partecipato ha avuto in regalo il singolo “Born in a different cloud” in anteprima. “BORN IN A DIFFERENT CLOUD” il primo concept album ufficiale registrato in studio dal gennaio 2011 al giugno del 2012, esce il 20 settembre del 2013 all’LM recording studio di Teresa Mascianà e che contiene 12 tracce. Il 3 gennaio 2014 esce il secondo videoclip della band “Medusa/slut “ proiettato in première in un party al Random musiclub. Il terzo singolo dei Bluestones è “About me” singolo uscito giorno 29 giugno 2014 quando viene annunciato dal gruppo la presenza di questo all’interno della colonna sonora del secondo fan film di Dylan Dog: Freddy Krueger vs Dylan Dog. 

Nel 2017 arriva finalmente il grande colpo: il full-length “Groupie”, in cui i Bluestones raccontano il lato un po malinconico del rock e del suo mondo dalle mille sfumature, influenzato ed ispirato da generi diversi ma perfettamente maneggiati ed amalgamati tra le note dell’album. Grunge, stoner, alternative metal e sferzate hardcore sono le carte giocate dai Bluestones per rendere il loro lavoro il più vario possibile.

Ne esce un’ album splendido, una raccolta di 11 brani che attraversano il mondo del rock moderno, con una personalità decisa e convinta, aiutata da una preparazione tecnica che permette ai tre musicisti di giocare con gli spartiti a loro piacimento. Si passa da canzoni più lineari, valorizzate da un ottimo songwriting e da una valanga di idee vincenti che ad ogni passaggio appaiono sempre più in evidenza, dall' hard rock al rock’n’roll, dal punk a passaggi cadenzati al limite del doom.

Il sound e la produzione sono ottimi, gli arrangiamenti sono solidi e sebbene il tutto suoni già sentito e fuori moda, sicuramente c'è dell'energia che può interessare agli appassionati irriducibili del genere. I suoni delle chitarre taglienti e distorti, il basso molto sperimentale e persuasivo, per non parlare della batteria molto azzeccata e della voce fenomenale che da una marcia in più ad ogni canzone.  Il carattere dell’album è per costruzione particolare con tracce talvolta aggressive e dolenti talvolta soavi e meditative. Ciascun pezzo è una sonora carrellata di pura potenza ma senza mai essere eccessivamente costruito o banale.  Da questo punto di vista i Bluestones hanno saputo miscelare adeguatamente espressività personale, creatività e ricercatezza dei brani in un  flusso musicale molto orecchiabile e ricco di emozioni e sentimenti.

 

Dmitriy Palamariuc

80/100