1 SETTEMBRE 2018

Tracklist

01. Dance of Falling Leaves

02. Sine Requie

03. The Wave

04. Project: Almaz

05. Shara

06. Lashes

07. Biotronic

08. Ad 9878

09. Ecdysis

 

I Built-in Obsolescence vengono fondati a Riccione alla fine del 2010 da Paolo Sanchi e Alex Semprini, in ordine cantante e chitarrista del gruppo.

Successivamente si aggiungono al gruppo Gianmarco Ciotti (chitarra), Valerio Biagini (basso) e Bruno Galli (batteria). I componenti provengono da band diverse spazianti dal Rock ‘n Roll al Punk; l’idea dei cinque è quella di creare un gruppo di impronta metal senza porsi dei limiti nella composizione. Negli anni successivi la band si dedica alla scrittura di pezzi originali, alcuni dei quali vengono inseriti nel primo EP del gruppo, ABEL, inciso nel 2013. Dopo un concerto (The Ocean/ Mono/ Sólstafir) al quale i cinque assistono nel 2015 e dal quale restano notevolmente influenzati, la band si avvicina alle sonorità post rock e post metal, scrivendo Dance of Falling Leaves. Il brano segna un cambio di rotta nello stile compositivo del gruppo: i pezzi si estendono in durata, i suoni diventano più cupi e si raffinano e nelle tematiche sviluppate nei testi, apocalittiche e d’introspezione ritroviamo spesso narrate le speranze e le angosce del genere umano. La traccia “Dance of the Falling Leaves” apre l’album “INSTAR” con un cantato screamo molto energico accompagnato da un riff di chitarra in rock sperimentale. Nella continuazione il brano acquisisce toni più scuri, il suono di violoncello (Danela Moroncelli) e chitarra si fanno più presenti e creano un accostamento perfetto tra testo e melodia. In “Sine Requie”, una delle due canzoni con strofe in italiano, si alternano parti calme con tempi composti alla batteria e riff di chitarra Jangly a melodie post-rock e metal. Nel testo una critica verso chi da’ importanza al proprio successo approfittandosi delle altre persone (vedi parallelo tra la l’assenza d’umanità e gli antagonisti del GdR).

I brani alternative metal “The Wave”, “Lashes” e “Ecdysis”, l’ultima canzone, uniscono in modo molto equilibrato elementi gothic rock, heavy metal e sperimental rock, mentre nella traccia “Shara” è forte l’influenza del genere extreme metal. “Project: Almaz” e “Biotronic” invece, hanno componenti puramente chillout in un contesto industrial e heavy metal.

Infine, in “AD 9878”, unica canzone strumentale, è originale quanto ben riuscito l’uso di un riff di batteria break beat molto veloce sempre accostato a una melodia post-metal.

Da citare le collaborazioni di Alexios Ciancio nel cantato di “Sine Requie” e Daniela Moroncelli al violoncello in “Dance of Falling Leaves”, lo stacco “Watching The Wake” e “Ecdysis”. “INSTAR” è un album ben concepito che riesce a fondere diversi generi di natura anche molto distante tra di loro al metal, in canzoni che trattano tematiche cupe dove i destini sono scritti e non esiste riscatto né salvezza.

 

Norberto Siliprandi

80/100