28 DICEMBRE 2017

Oggi mi trovo davanti a "Decay", il primo lavoro dei BuiOmegA, band siciliana attiva dal 2012 dedita a un blackened doom metal molto melodico. 

La line-up è composta da Toy Calamarà alla voce, Alfio Nicolosi e Luca Dispenza alle chitarre, Luigi Cannata al basso e Mario Di Marco dietro le pelli. 

La qualità della registrazione è piuttosto buona e il mixaggio ben equilibrato, ogni strumento ha il suo spazio e i suoni sono più che soddisfacenti. 

L'ascolto scivola via bene sulle 10 tracce, comprensive di un intro, un outro e un breve intermezzo. Nonostante le canzoni abbiano una struttura abbastanza complessa, il songwriting e gli arrangiamenti, a mio parere ben fatti, non le fanno risultare difficili all'ascolto. “Decay” è un disco spiccatamente estremo, ma la prima cosa che colpisce l’orecchio dell’ascoltatore non è la violenza: ciò che viene evidenziato sin dal primo brano, è l’atmosfera malinconica e di disperazione, caratteristica propria del doom. Il timing mai troppo serrato dà infatti ampio spazio ai riff melodici delle chitarre, che creano un'armonia tutt'altro che monocromatica: il tutto è supportato molto bene dalla sezione ritmica di basso e batteria, che danno un solido scheletro alla composizione.

Anche il cantato varia molto durante lo svolgersi delle canzoni, passando da growl e scream a parti melodiche, fino ad arrivare a parti urlate con un fondo di melodia. A mio parere quest'ultime sono le meno riuscite: ci sento una spinta eccessiva durante l'emissione vocale e il frontman è a volte sul filo della stonatura. Se posso permettermi di dare un consiglio, mi limiterei a growl e scream che sono invece ben eseguiti e molto espressivi, i veri punti di forza di Toy, magari continuando a inserire le parti melodiche su una tonalità "comoda". A parte questo dettaglio, la prova dietro il microfono da parte del singer è da considerarsi più che buona. 

Un'altra nota non positivissima riguarda la parte grafica. Secondo me la copertina dell'album non è del tutto in linea con il genere musicale proposto dalla band; personalmente avrei scelto qualcosa di diverso, qualcosa di più decadente, per dare un senso di desolazione al primo impatto visivo, in modo da creare una coerenza stilistica tra i due sensi interessati, udito e vista. 

In ogni caso questi piccoli difetti non tolgono assolutamente nulla all'ottimo album d'esordio della band, del quale consiglio caldamente l'ascolto. Secondo il mio parere, una menzione particolare la merita la traccia numero 3, The Night Before, che, con una partenza incalzante, una buona parte melodica in mezzo e un crescendo finale, è a mio avviso il pezzo di punta dell’album.

Concludendo, se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, i BuiOmegA sono sicuramente sulla strada giusta.

 

Alessandro Asator Briganti

70/100