28 Luglio 2018

Il Rock italiano, nonostante venga profondamente sottovalutato o non abbastanza considerato, può essere una delle armi più temibili per una band del genere di passare il proprio messaggio ad un pubblico di ascoltatori e di farne vibrare tutte le emozioni possibili nell’animo del pubblico stesso; insomma, c’è chi, per fortuna, ritiene questo genere di musica un perfetto connubio tra la carica e la spinta del Rock allegramente miscelata al formidabile carisma che di cui i testi sono intrisi. Questo è il punto di forza dei marchigiani “Chien Bizarre”, quartetto nato nel 2014, nel quale vede come line-up Mauro Mosciatti alla voce e chitarra, Carlo Ciarrocchi alla seconda chitarra, Simone Freddi al Basso e Lorenzo Eugeni alla batteria. I 4 ragazzi mettono a nudo le loro idee per poter sfornare, nel 2015, abbastanza pezzi per comporre il primo album “I Migliori Esemplari”. Successivamente ad Aprile 2018, la band rilascia il secondo album auto prodotto, un full length di 10 brani intitolato “Outsider”, il quale si è rivelato una tra le più importanti scoperte, per noi, tra le band del Rock italiano a livello underground. Il risultato del sudore e della fatica dei Chien Bizarre è finalizzato verso un Rock Alternative piuttosto intenso, caratterizzato da suoni gonfi e marcati allo stesso tempo, sormontati da liriche decisamente godibili e che richiamano alla memoria i grandi pionieri della musica Rock del nostro Paese! La prima traccia “Il gigante delle favole” ne è un esempio lampante: un intro costruito su suoni Rock, con un pizzico di elettronica, e che trasmettono la giusta carica per abbracciare le successive strofe ed i ritornelli, i quali sono impregnati di significati ugualmente forti e, perché no, anche un po' simpatici.

Discorso che vale anche per la successiva “Canzone d’umore nero”, alla quale si aggiunge un’ulteriore dose di influenze Rock, grazie alla grintosa spinta del batterista Lorenzo, il quale ricopre in maniera più che ottima il suo ruolo nella band. Ricca di sfiziosità e molto originale abbiamo trovato il brano “Come Cleopatra insegna”, pezzo che dispone di un testo che ha la “malvagia” caratteristica di rimanerti in testa per ore, se ascoltata con attenzione! Questa è una peculiarità che dà altri punti a favore di questo album, perché è proprio il punto di partenza da cui una band può darsi lo slancio verso ad un pubblico più esteso. Arriviamo in brevi minuti ad “Insensibile”, canzone costruita ed ideata su un’altra base palesemente Rock, con un motore ritmico davvero intrigante ed interessante, dal quale determiniamo l’ottimo lavoro svolto in studio in fase di recording e mixing, dati i suoni molto poderosi e ben calibrati. Abbiamo la conferma, nella successiva traccia “Empatia”, della tecnica vocale utilizzata da Mauro, ossia un cantato perennemente pulito e cristallino, senza troppi cambiamenti o inclinazioni a tecniche più sporche da unire alle sue ritmiche rocciose, ma stiamo parlando comunque di una tecnica, in questo caso, ricca di carisma ed influenza, quindi per noi va bene cosi.

Rimaniamo in una condizione di stand-by al momento dell’ascolto di “Preghiera laica”, perché lascia un po' a desiderare e si percepisce una discreta perdita di tiro e di coinvolgimento rispetto a tutte le precedenti, con una ritmica più progressiva e che non risulta accompagnarmi benissimo con il resto della canzone stessa. Dotato di un testo profondo e significativo è il pezzo “La mia generazione”, in cui sfociano di nuovo le ondate rocciose ed il grintoso muro sonoro della band, la quale riesce a regalarci ulteriori emozioni. Un pezzo unico, non c’è che dire. Le tracce“Mantide” e “Underground” non si discostano molto dallo stile dei pezzi precedenti e, anche qui, sono piuttosto evidenti le influenze musicali del Rock degli anni ‘90, rivisitate in una chiave moderna e più nitida.

Molto simpatico e stravagante, ma anche ricco di significato, è in finale indetto con il pezzo “Il solito caffè”, caratterizzato da un bel tiro ritmico (quasi da ballare) e che viene perfettamente sovrapposto all’espressione del testo. Tirando le somme, come descritto all’inizio, noi della redazione abbiamo trovato “Outsider” un più che ottimo trampolino di lancio della band marchigiana, un solido biglietto da visita per il mondo dell’underground e che ha il potere di spazzare via buona parte della concorrenza nel genere preposto. Tra non molto, si spera, “Chien Bizarre” sarà sicuramente un nome noto a tutti gli appassionati di Rock italiano o a chi piace canticchiare testi che rimangono in mente per ore e ore o chi non può fare a meno delle canzoni con testi ben mirati sui significati profondi della vita e dell’introspezione filosofica. Detto questo, vi consigliamo caldamente l’ascolto della band nostrana ed ovviamente il supporto!

 

Simone Zamproni

87/100