12 OTTOBRE 2017

Titolo: Euphoria’s Haze 

Genere: Hard Rock

Data di pubblicazione: 2017 

Autoprodotto

 

Tracklist:

01. Your Little Secret

02. Stay Gold

03. The Ballad of Kain

04. I’ll Have Another Go

05. From Within (feat. Vale Steano)

06. My Real Ghost My Friendly Host

07. Euphoria’s Haze

08. Never Dreamed

 

Daniele Myles si presenta sul mercato musicale con il suo primo album "Euphoria's Haze”. 

Accompagnato da tre session-men, Jack Scardini alle chitarre, Jonathan Est alla batteria ed alle percussioni e Mike Est alle tastiere.

La sua carriera lo ha portato ad incidere un album dopo aver militato in alcune formazioni ed aver preso parte in progetti in studio.

Sono otto, le tracce contenute in questo album, e che racchiudono un pot-pourri musicale con cui Daniele Myles è cresciuto nella sua formazione artistica.

Ho ascoltato varie volte questo album, all’inizio non sapevo esattamente cosa Daniele Myles volesse trasmettere, in realtà suppongo che questo debutto, sia un puro richiamo musicale a ciò che fino ad ora può essere stata la sua colonna sonora privata.

Un mix musicale che riprende differenti stili, senza troppa fantasia a dire il vero, con un evidente spirito di entusiasmo da parte dei musicisti. 

Onestamente di questo debutto, la voce non è delle migliori, mentre sono davvero ottime le chitarre e la ritmica, come ad esempio nella opener “Your Little Secret”, in “Stay Gold”, unico brano che riesce ad entusiasmare per la carica che riesce ad esprimere ed emanare,  o in “My Real Ghost My Friendly Host”.

Tre i brani lenti, “The Ballad of Kain” dove la linea di basso è buona, “From Within" in duetto Valentina Steano, il cui intro riecheggia i Beatles, e la dolce “Never Dreamed” in chiusura del lavoro, che richiama molto la musicalità anni ottanta e riesce a toccare anche la prima ondata di Indie britannico.  

“I’ll Have Another Go” sarebbe anche un pezzo interessante, tuttavia l’intro ricorda talmente tanto “Eyes Of Tiger” dei Survivor, che non posso fare a meno di pensare a Rocky Balboa mentre si allena, ce lo vedo anche mentre imbraccia una chitarra ed inizia a suonare in perfetto stile rocker.

La titletrack “Euphoria’s Haze”, è davvero interessante, molto variegata nel suo insieme strumentale.

In conclusione, “Euphoria’s Haze”, musicalmente, potrebbe anche riuscire ad essere interessante senza, però, conseguire una autodefinizione propria, un album senz’anima che non riesce, suo malgrado, a trasmettere alcunché.

Purtroppo, o per fortuna, di tutto ciò esposto in questo album da Daniele Myles, non mi è nuovo nulla, sono reminiscenze di musica con cui sono cresciuta io stessa.

Due consigli, il primo è che ci vuole più passione nello scrivere una composizione e farne partecipi gli ascoltatori, capisco l’euforia (giusto per richiamare il titolo) e la voglia di suonare, ma con album come questo, è difficile percepire quella sottile linea che si crea tra chi plasma ed esegue e chi invece segue. Il secondo consiglio è riuscire a far in modo che la voce sia modulata ed educata al canto, e non me ne voglia Daniele Meyer.

 

Valeria Campagnale

60/100