11 NOVEMBRE 2017

Con un moniker del genere, il sottoscritto, da anni avvezzo a certe sonorità, riteneva di ritrovarsi innanzi ad una band di ostico brutal death metal. Nulla di più lontano dalla realtà: i Death2Pigs sono un quartetto pugliese, proveniente da Bari, dedito ad un moderno nu/alternative metal infarcito con vagonate di elettronica, tanto da auto-definirsi industrial nu metal, definizione forse non azzecatissima ma comunque adeguata. La band è di recente formazione (2015) ed ha realizzato un EP, “EmpTyV”, che ci troviamo qui a recensire. Prim’ancora che la musica, ciò che colpisce della band è certamente la presenza scenica. I nostri, infatti, si presentano sul palco agghindati con maschere riproducenti il “suino” di cui nel moniker; com’è ovvio, il riferimento è metaforico, e trasmette una rabbia rivolta non al genere animale, ma ad i parassiti della nostra società. Altro elemento distintivo sono i nom-de-guerre che il combo ha adottato: DaddyT alla chitarra, Giugnor al basso, Geeko a batteria e synth e l’assurdamente chiamato TiffieToffeeTee alla voce. Tuttavia, com’è lecito, ciò che prevale in questa sede è l’interesse per la proposta musicale presente nel suddetto EP. “EmpTyV” è composto da sole quattro tracce, e si apre proprio con la titletrack: tastiere, synth e suoni campionati la fanno da padrone in un brano che è un perfetto spartiacque tra l’alternative metal ed il pop. Il singer ci dà dentro con vocals graffianti, ma lo stile clean è indubbiamente più nelle sue corde, tanto che le sezioni più melodiche del brano si dimostrano catchy al punto giusto. “EmpTyV” si protrae generalmente su un movimentato mid-tempo, per poi lasciar spazio nel finale ad una brevissima cavalcata, seguita immediatamente dopo da rallentamenti vertiginosi, che non è forse troppo azzardato definire al limite dello slam. Il brano successivo è “When demons come back”, dove una sorta di trance distorta e dilatata ci accompagna in una song che mostra un equilibrato mix tra elettronica oscura e metal moderno, pronto a pestare. Gli elementi prettamente metal, in particolare, sono molto semplici nel guitarwork, ma si dimostrano molto efficaci. I Death2Pigs amano dare il via ai propri pezzi immergendoli nell’elettronica, ed infatti è ciò che avviene anche con la terza traccia, intitolata semplicemente “WoW”, che è probabilmente il più ispirato dell’intero EP. Il tappeto elettronico su cui si muove il brano pare qui più adeguato che in precedenza, ed accompagna in maniera esemplare un cantato in cui fanno capolino melodie che ricordano,non troppo velatamente, i Rage Against the Machine. Giungiamo alla fine del primo lavoro discografico della band barese con “4 U”. Con un titolo del genere, che pesca dallo slang giovanile, ci si potrebbe aspettare un nuovo brano accattivante e festaiolo, mentre si tratta in realtà di una semi-ballad in cui gli elementi elettronici scompaiono quasi del tutto per ricomparire, assieme a nuove distorsioni metalliche, solo verso la seconda metà. L’idea proposta nel brano è di certo apprezzabile, ma il tutto avrebbe beneficiato di una durata più concisa.
Come noto, gli EP, a causa della loro durata ridotta, non si prestano ad adeguate e complete valutazioni della qualità, sia attuale che potenziale, che una band esprime tramite la propria musica, ma di certo i Death2Pigs con questa prima uscita discografica mostrano palesemente delle buone prospettive per il prossimo futuro, grazie alla loro capacità di padroneggiare senza difficoltà un sottogenere musicale non ancora diffuso, e talvolta difficilmente digeribile, come l’industrial nu metal. Li attendiamo fiduciosi alla prova del primo full-lenght.

 

Luigi Scopece
 70/100