17 AGOSTO 2017

Parliamo dei Forgery System, una band nata nel 2012 a Pavia. La formazione attuale dopo vari cambi dei componenti trova ora: Gabriele Orlando alla chitarra e  voce, Daniele Maggi alla chitarra, Pablo Dara al basso e voce e Federico Fava alla batteria. “Distorted Vision” è il titolo del loro album di esordio, pubblicato il 23 dicembre 2016 dalla etichetta “Fontana Indie Label 1933”.

Troviamo in questa opera prima un miscuglio di generi che partono dalla ballad  per passare al punk fino a giungere al thrash metal ed il grindcore, rendendo, indubbiamente, vario l'ascolto.

Nove sono le tracce che ora andiamo ad analizzare:

 

01-''Metal Ain't Gonna Die'' è il primo brano dell'album con un inizio trash metal senza dubbio  elettrizzante e in aggiunta una parte ritmica molto buona e un ottimo assolo: si inizia molto bene. 

02 ''Swimming in a Bowl'' è un misto thrash-heavy metal e  questa volta con cantato melodico. Un bel pezzo ma, a mio dire,  con uno sprint minore del pezzo precedente.

03-''Instrumetal'' è un buon pezzo strumentale metal come proclama  il titolo stesso, con qualche tirata trash. In questo pezzo la band mostra un ottimo affiatamento dandoci così un brano molto apprezzabile, specialmente con  le due chitarre dove  una attua  l'assolo e l'altra  tiene la ritmica.

04-''New Sensation'' il basso apre il brano che si avvicina al thrash metal più pesante con voce pulita e growl death metal insieme...poi sempre il basso continua a mantenere in evidenza i giri ritmici, mentre l'assolo di chitarra arriva ad aumentare il pathos della track. Batteria e voce filtrata  ci avvicinano al new metal degli anni novanta. In sostanza un  ottimo pezzo e pare  la pensi così anche la band stessa, visto che nel finale si può udire  la parola ''bella'' in italiano.

05-''Yellow Line'' basso e chitarra introducono un pezzo dall'inizio lento e il cantato melodico per poi velocizzarsi senza perdere la melodia. Il cantato prosegue con un andatura tipica del punk melodico anni novanta. Nonostante sia un pezzo senza dubbio apprezzabile, a mio avviso è lievemente inferiore a quelli precedenti.

06-''Eclipse of Wrath'' ancora basso e poi chitarra aprono la track  che si velocizza subito in un mid-tempo ben cadenzato alternando momenti più rilassati con un buon cantato tra il drammatico e lo screaming caustico. Il pezzo prosegue con attacchi veloci thrash metal e momenti semi acustici e cantato anthemico. Un pezzo asimmetrico ma buono.

07-''She'' un temporale fa da intro ad un lento e lungo assolo di chitarra dando origine ad una ballata triste e drammatica che sembra una pezzo dei Metallica con influenze punk nel cantato. Altro brano non brutto ma che può lasciare  un po' interdetti.

08-''Ebola'' ci conduce nel puro death metal - grindcore con gli opportuni growl e screaming e con batteria dai ritmi  tribali: d'altronde il virus dell'ebola  si è diffuso  dall'Africa... pezzo non eccelso ma divertente, a parte, ovviamente, il tema trattato.

09-''2016'' un bel pezzo metal dagli ottimi riff di chitarra ed ottima la base ritmica con voce death che non sembra lasciare buone speranze per l'anno 2016 del titolo... intanto un ritornello pulito ci ricorda il leitmotiv dell'album, ovvero la commistione di vari generi come avevamo suddetto... Il brano prosegue con un  assolo e poi  una voce gutturale nel finale che ci congeda.

In sostanza un disco vario con qualche momento un po’ debole, ma in generale, molto piacevole e ben fatto e quindi consigliabile.

 

 

Triplax Vermifrux

80/100