9 GENNAIO 2018

Band: Fumonero 

Titolo: Dentro

Genere: Hard Rock

Label: Autoproduzione

Data di pubblicazione: 2017 

 

Tracklist:

1. Marzo

2. 7 Ragioni per non credere


3. Carnivale

4. Cella 52

5. Piove


6. Somebody to Love

7. Quello che ho


8. Ruggine


9. Così vero


10. Notti Ruvide


11. Tutti i miei sbagli (SUBSONICA - Bonus)

 

Line up:

Simone Seth Borsellini: voce, programming

Alessio Pucciano: chitarra

Patrick Suffia: chitarra

Mirko Fallabrino: basso, chitarra acustica

Marco Pendola: batteria 

 

 

Quattro anni d’attività, i Fumonero, si riaffacciano con l’album, autoprodotto, “Dentro”, un concept sulla prigionia sia psicologica che fisica, e che diventerà uno spettacolo multimediale durante l’esibizione dal vivo. Un disco che oscilla tra alternative rock, electro e con punte di dark. “Dentro” è un album dalle  mille sfumature musicali che ne fanno davvero un disco interessante che si districa tra riff robusti ed atmosfere decadenti.

L’album è diviso in cinque parti, o meglio capitoli. Il primo passo è “Assuefazione” con il brano d’apertura “Marzo”, brano d’effetto che descrive la noia e la voglia di cambiare.  “7 ragioni per non credere”, brano elettronico in cui sono descritti sette peccati della moderna società che tende a distruggerci. 

Il secondo capitolo è “Perdizione”. “Carnivale” pezzo decisamente accattivante, una perfida e cupa aria si respira in questo brano, in cui si espone una perversa rovina verso la tentazione. “Cella 52”, pezzo che racchiude il rimorso di chi non ha più futuro per le scelte prese in passato. Niente perdono, solo il vuoto. Mesta, l’atmosferica traccia “Piove”, nella quale ci si domanda se c’è possibilità di di svolta in questa vita. Terzo capitolo, “Resurrezione”, che con “Somebody to love”, esprime il bisogno di scoprire, in ognuno di noi, i motivi per reagire.  La libertà, il bene più prezioso, narrata in “Quello che ho”. Quarto capitolo, “Tentazione”, composto solo dalla traccia “Ruggine”, la schiavitù dell’uomo schiavo per il che diventa restrizione della propria vita. Ultimo capitolo, “Liberazione” con la traccia “Così vero”, un dolce brano di voce, piano e violino, una sorta di illuminazione e di quiete. “Notti ruvide”, blueseggiante che fa sperare in un lieto fine. “Tutti i miei sbagli”, la bonus track che chiude l’album, cover Subsonica, è come racchiudesse un mea culpa.  Bellissimo album, un lavoro fine e di alta concezione, non di facile ascolto se siete alla ricerca di musica spensierata. I Fumonero regalano entusiasmi con “Dentro”, fanno riflettere sulla vita, sulla schiavitù che giornalmente viviamo inconsciamente.

 

Valeria Campagnale

80/100