16 APRILE 2018

Non c’è molto da dire sugli Haze and the Pony in quanto sono un progetto sì del 2016, ma che sta debuttando in questi giorni con il primo, omonimo EP. Il progetto nato dall’unione di Giandomenico Viceconte ed Anselmo Buonamici, ex compagni di università ed uniti dalla stessa passione per la musica, si propone di cercare nuove sonorità unendo alternative rock e musica elettronica. 

La cover dell’EP è molto semplice: una silhouette cavallina dalle cui cavità esce della foschia in uno sfondo completamente nero, se non per qualche stella appena abbozzata qui e là. La cover, al di là del rimando al nome della band, è graficamente ben riuscita, con un saggio uso e proporzione dei colori e della resa degli stessi, come se gli elementi fossero stati dipinti con materiali diversi. 

L’EP si compone di cinque tracce, le prime due cantate in inglese, le restanti tre in italiano. 

“Carry on Man” non ha fretta di iniziare, si prende il suo tempo per far adattare l’ascoltatore ed aumentare gradualmente l’intensità. Solo alla fine il ritmo esplode, chitarre e voci mutano forma passando da dolci e melodiche ad urlate e graffianti.

“Elapsed Time” è la seconda ed ultima traccia cantata in inglese unisce chitarre graffianti e melodie elettroniche soft per creare contrasto e fare da apripista e supporto alla voce, soprattutto nell’orecchiabile ritornello che sono sicura rimarrà incastrato in testa a molti. 

“Tossicanalisi” è la prima traccia in italiano ed anche tra le più interessanti dell’EP. La base composta da poche ma essenziali note di chitarra, basso e batteria fanno da fondamenta per costruirvi intorno un cantato quasi sussurrato e parti elettroniche che arrivano solo più tardi a gravitarvi intorno.   

“Psiconautica” fa un utilizzo più ampio di elettronica per creare un’atmosfera onirica, in linea con il tema portante della canzone. Vocalizzi ed atmosfere rock si uniscono agli effetti elettronici, si trasformano in “elefanti rosa” e portano l’ascoltatore ad intraprendere il suo personale viaggio onirico.

“Iside” ha un mood malinconico, diverso rispetto alle tracce precedenti. Le lyrics parlano di abbandono e del ricordare una persona non più presente, il tutto con un retrogusto di ricerca e perdita. Ottimo il mix tra musica e voce a rievocare costantemente il mood senza calare di tono. 

In conclusione, l’omonimo EP di debutto degli Haze and the Pony è un prodotto ricercato nella composizione, forte di una produzione pulita che rende i suoni cristallini. Tuttavia mi sento di definirlo ancora una crisalide, nel senso che non ho avuto la sensazione che gli HatP abbiano ancora mostrato tutto il loro potenziale. Rimango quindi in attesa dei prossimi loro lavori per poter meglio definire la loro identità musicale. Per ora, promossi. 

 

Alessia 'VikingAle' Pierpaoli

70/100