18 GENNAIO 2018

Howling In The Fog è un progetto one-man-band nato dalla mente di "Der Antikrist Seelen Mord" (Gabriele Paolo Marra) nel marzo 2010, come progetto parallelo all'altro Ambient Black Metal, Dark Paranoia. Il genere che ci propone è un Black Metal / Ambient / Progressive / Post-Rock / Avantgarde - Metal / Experimental. Suonerebbe quasi come di un miscuglio di generi che potrebbero dare l’impressione del ‘poco chiaro’ o confusionale, ma in realtà è tutt'altro che questo. 

 

Sono già stati rilasciati: Drained from Suicidal Thoughts (Demo 2010), Emasculated by Endless Unhappiness (Full-length 2010), Unhealthy Memories (EP 2010), Unaware Prediction (EP 2012), Unbridgeable (Full-length 2014), Falling into the Void of This Unknown Fate (Full-length 2014), Inaudible (EP 2015), Dreams (Full-length 2015), Sign (Single 2015), Evolve (Full-length 2016), Enigma (Single 2016) ed Enigma (Full-length 2017).

 

Si evince quindi che, nonostante sia attivo da otto anni, gode già di una discografia di tutto rispetto. A dimostrazione del fatto che Gabriele è una persona molto intraprendente ed operativa in ambito musicale. Un’artista che ama molto la musica che compone, questo è ciò che ci dimostra il suo operato fino ad “Enigma”, suo ultimo studio album rilasciato da poco tempo, precisamente a dicembre 2017. Per quanto riguarda i due full precedenti, si possono leggere la recensioni di entrambi in questo sito, pertanto andremo ad analizzare questo suo ultimo lavoro, il quale già dal titolo risulta presagire un qualcosa di veramente interessante. Presentiamo innanzitutto la tracklist, nella quale sono presenti anche due tracce demo/bonus:

 

01-Enigma 05:21

02-Injustice 08:02

03-The Journey Continues (Interlude) 00:53

04-Alive 04:04

05-RainBrain 04:08

06-Away 03:32

07-Below 05:05

08-Growing 07:22

09-Lust 05:52

10-Warnings 04:32

11-5 AM (Interlude) 01:04

12-Truth (Bonus track) 06:01

13-Love (Demo) 06:39

Total Time: 62:38

 

L’artwork è alquanto ambiguo. Un uomo che dalla testa scaturisce un fumo nero che si innalza in aria portando il nostro sguardo in alto dove possiamo scorgere degli alberi in lontananza, una tipica montagna, quindi come ad indicarci la natura. La persona è circondata da una atmosfera “cosmica” stellare (a detta dell'artista stesso), come se fosse al centro dell’universo, così da farci intendere in un certo senso che il suo fumo stia a rappresentare la mutazione della natura, l’offuscamento e l'inquinamento della stessa. L’uomo che sembra distruggere tutto ciò che è legato alle cose naturali, alla semplicità e genuinità delle cose belle e dei veri valori dell’animo umano che dovrebbero avere sempre il sopravvento ma che invece si stanno spegnendo pian piano. Il concept è basato appunto sull'enigma della vita; di come ci si allontana sempre più da quello che dovrebbe essere il senso della nostra esistenza, ossia l’amore per la natura, per il prossimo, per le cose genuine e semplici, cercare di salvaguardare questi valori piuttosto che distruggerli. Colori decisamente cupi, scuri, nei quali risalta la scritta ‘annebbiata’ della band. Una copertina particolare quindi, assolutamente invitante, che già di suo ti incita a scoprire le sonorità che si celano dietro di essa...

 

La canzone che apre le danze è la title track, "Enigma". Una melodia accattivante contorna questa traccia. Con un riffing ben fatto ed un cantato che sottolinea il titolo. Enigmatica, infatti, si presenta alle nostre orecchie. Con uno screaming degno di nota che va a concludere l’ascolto. "Injustice" non è da meno, parte con una dolce melodia nel cantato, accompagnato da un suono molto limpido e pulito della batteria, che suona armoniosa insieme alle chitarre. Un suono acustico e delle sonorità atmosferiche prendono poi il sopravvento, seguite dalla voce che sussurra in contemporanea ad uno stato molto piacevole creato dagli strumenti. Pian piano si inserisce poi la batteria, insieme a chitarre in sottofondo, mentre la voce continua il suo percorso melodioso e pulito. In seguito il tutto cambia ritmo creando una atmosfera black metal con uno screaming bellissimo e una ritmica di chitarre davvero sbalorditiva. Un assolo davvero maestoso ci delizia poi, mentre, in sottofondo la voce prosegue il suo cantato con un’aura ‘’cosmica’’. Canzone carica di pathos. Un viaggio lungo 8 minuti che ci fa evadere in uno stato quasi spaziale. Un interludio di quasi un minuto in ’’The journey continues’’, dove possiamo viaggiare ai confini tra fantasia e realtà. La traccia successiva, “Alive” è colma  di un’atmosfera melodiosa nel cantato, amalgamata ad un suono molto ben composto della batteria. Un soave arpeggio di chitarra poi ci crea una piacevolissima sensazione. Andando avanti il tutto si carica con uno screaming e un ritmo di chitarra e tamburi intento a sottolineare le sfumature black metal futuristiche sulle quali sono basate le radici della proposta musicale. Bellissima, come del resto tutto ciò che abbiamo ascoltato in queste quattro tracce. Ormai siamo sopraffatti da mille emozioni ed è davvero difficile, se non impossibile, non avere desiderio di andare avanti, di andare oltre il fascino suscitato fino ad ora. “RainBrain” è caratterizzata da ritmi più veloci e da uno screaming più presente. Sfuriate di batteria e chitarra, in modo molto tecnico, ci fanno per un attimo affievolire quella dolce melodia assorbita fino a quel momento, caricandoci di adrenalina. C’è da dire che le tracce non sono lunghe, quindi scorrono via così rapidamente che bisogna ascoltarle una seconda volta per poter recepire al meglio ciò che vogliono trasmetterci. Un inizio psichedelico nella traccia successiva, “Away” che sfoga poi in uno screaming molto curato, con un sottofondo di tastiera davvero toccante. Accompagnato da una ritmica di chitarra e una batteria di forte impatto. Una miscela di suoni potenti e melodiosi allo stesso tempo ti fanno esclamare alla fine: Come? È già finita? Peccato! Ci lascia un po’ spiazzati perché avremo desiderato continuasse ancora per un po’. "Below" inizia in modo accattivante, suoni cupi e spaziali intraprendono una particolare atmosfera musicale, vario nel cantato, tecnico nei suoni di batteria e chitarra. Anche qua le sonorità black sono ben amalgamate al contesto sperimentale. "Growning" è molto cupa, suoni atmospheric prevalgono in questi sette minuti circa. Trovando sfogo in ritmiche più aggressive solo oltre la metà della traccia. Canzone con tante sfumature anche questa, che ci rende partecipi di una sensazione particolarmente piacevole. Incuriosendoci sempre di più con lo scorrere dei minuti. Verso la fine poi un bellissimo suono promiscuo di elementi futuristici. Molto sperimentale questa traccia. Stupende emozioni ci sta regalando questo ascolto. Il perfetto connubio tra il black e lo sperimentale, tra il futuristico e l’enigmatico. C’è da sottolineare comunque che la canzone è improvvisata, quindi dimostrazione per Gabriele di tanta bravura e passione. Con “Lust” si raggiunge l’apice della piacevolezza, forse la canzone più bella, o comunque una delle più ben fatte senza togliere nulla alle altre. Inizia con arpeggi di chitarra accompagnato da tastiere e da un cantato pulito e delicato. Per circa due minuti ci delizia, per poi scatenarsi in ritmi più carichi e atmospheric Black, con una interpretazione di screaming davvero magistrale. Veniamo sopraffatti da una carica di sensazioni molto intensi e suggestivi, specie nella parte conclusiva della traccia.  Siamo giunti alla decima, “Warnings”, altra canzone interessante, nella quale troviamo elementi vari, che passano dall’atmospheric a ritmi più black verso metà canzone. “5 am” è un altro interludio il quale, in teoria, va a chiudere l’album. Di seguito troviamo le bonus track. “Truth” è una traccia dalle sonorità tipicamente black, alternate a momenti di “quiete”, con un cantato che varia tra lo screaming ed il clean. “Love” si presenta come una canzone “delicata” e nel giusto equilibrio con le sue precedenti, sfuriate di stampo black alternate a suoni melodici molto piacevoli da ascoltare. La canzone, verso la fine,  presenta delle frasi cantate in italiano (sorpresa). Altra traccia che ci emoziona moltissimo. 

 

“Un anno di lavoro, un anno di vita, un anno di cambiamenti/emozioni racchiuso in un ora di Musica”. La tematica/idea principale dietro questo Album è “L’enigma della vita” inteso come l’era in cui viviamo, l’era più frenetica e veloce di sempre. Dove tutto e tutti è basato/si basano sul consumo e si è perso un po’ di vista la vera pace dei sensi, nonché la pace tra ognuno di noi, la natura, quello che veramente ci circonda, quello che veramente ci fa sentire “vivi”.

 

Queste le parole di Gabriele. Ed è davvero ciò che ci trasmette questo “Enigma” in molti punti durante l’ascolto, la sensazione di raggiungere veramente la pace dei sensi, spezzata poi dalle cupe e aggressive note di un black metal corposo e accattivante. Le sensazioni perfette, se pensiamo al concept che racchiude il tutto: la soave dolcezza delle cose naturali da un lato, data dalle sonorità sperimentali e futuristiche, e dall'altra la aggressività di un qualcosa di bello che viene distrutto, quindi la carica del black metal con uno screaming arrabbiato e stridulo. Il mixaggio è buono, non risulta ottimo e questo anche a conseguenza del fatto che l’album è stato registrato in due luoghi differenti (a maggior ragione nella traccia Love, citata come demo proprio per questo motivo, ma comunque una bella canzone), lo stesso Marra dichiara di avere registrato metà del concept in seguito ad un trasloco e privo di tutta la attrezzatura di cui aveva bisogno, quindi trovandosi ad affrontare circostanze diverse per quanto riguarda la strumentazione che nella seconda fase gli ha portato qualche difficoltà. Ma nonostante tutto, l’artista ha saputo creare ancora una volta un concept molto interessante e personale. Il suo progetto continua il viaggio verso sonorità futuristiche e sperimentali. La sua proposta rimane interessante, gradevole, di maestosa creatività. Tutto l’insieme delle tracce, comprese le due bonus, sono molto cariche di pathos e di elementi davvero emozionanti. Se il tutto poi è colorato di parti black metal ben arrangiate allora siamo di fronte ad un lavoro che farà felici moltissimi appassionati del genere.  Risultando, secondo il mio punto di vista, una delle one man band più in gamba attualmente presenti nel nostro Paese. Gabriele ha saputo esprimere perfettamente il suo stato d'animo ed è riuscito a far recepire alla perfezione le tematiche del concept. Creando un mix di note suggestive, contornate da sfumature ambient e ricoperte di elementi atmospheric molto, davvero molto toccanti.

 

P.S. Al momento l'album è disponibile solo in digitale, quindi speriamo presto di riuscire a possedere una copia fisica perchè l'artista merita davvero.

 

Fabio Sansalone

88/100