30 MAGGIO 2018

I romani Hybridized nascono nel 2016 dal sodalizio di lunga data tra Fabio Mancinelli (batteria) e Fabrizio Valenti (chitarra ritmica) impegnati singolarmente in altri progetti ma che hanno voluto fondere in questa band il loro amore per il thrash e il groove reclutando il bassista Emanuele Gazzellini, il cantante Marco Patarca e successivamente il secondo chitarrista Andrea Scarinci. Hanno pubblicato nel Marzo 2018 il loro primo EP “Mental Connections" con copertina futuristica che si sposa con il tecnologico ingranaggio della macchina Hybridized. A dire la verità di futuristico nel sound della bandtroviamo poco, perché le fonti sono quelle storiche del thrash mondiale e in più di un'occasione si ha l'impressione di ascoltare delle B'sides di Pantera, Slayer, Sepultura o Lamb of God. La voce di Marco Patarca ha un ottimo tiro, potente ed efficace nel growl, non convince pienamente nella parte “pulita" dove appare un po' timida. Altra nota che personalmente mi ha lasciato un po' perplesso, l'accordatura del rullante molto secca e piatta che, a mio parere, non rende merito alle indubbie capacità di Mancinelli, drummer potente e preciso. Si parte con “Subliminal Messages" brano di impatto immediato, con cambi di tempo, inserti melodici e una base ritmica molto rocciosa; bello l'assolo di Scarinci. Si prosegue con “Live in a lie" che inizia con un riffone alla Pantera, che accompagnerà tutto il brano, per aprirsi in accelerazioni improvvise in pieno stile Bay Area anni'90, fino all'assolo e al finale, tutto piacevole, ben coadiuvato dal basso di Gazzellini e dalla ritmica Mancinelli/Valenti. L'EP si chiude con la Slayeriana “House of Nightmares", brano da cui è stato estratto anche il primo video della band.

Qui Patarca da il meglio di sé, con un growl cupo e deciso; bello l'intermezzo, rullante a parte di batteria e chitarra ritmica, che spezza a metà il suono cadenzato del pezzo, che risulta il più diretto ed efficace dei tre. Alla fine dell'ascolto si ha l'impressione che questi ragazzi abbiano ben studiato le fondamenta del thrash metal d'oltre oceano, ma che nell'attingervi a piene mani, pecchino un tantino di originalità e personalità. Le doti tecniche sono indubbie e la qualità della produzione più che accettabile. Li aspettiamo quindi per il primo album, sperando che riescano a tirare fuori dal cilindro, il sound Hybridized che riesca a contraddistinguerli. Forza!

 

Matteo Gobbi

65/100