5 OTTOBRE 2017

Arriva il secondo EP della band alternative metal napoletana Jumpscare, intitolato Sowing Storms, conseguente al primo lavoro Three Marks of Dreams. Sowing Storms è l’atto più recente della carriera dei campani, nati nel 2015 per opera del batterista Graziano Ciccarelli e di suo fratello Salvatore, bassista, a cui si aggiungono gli amici Vincenzo Mussolino alla chitarra e Lorenzo Gallo dietro il microfono. Da allora la formazione non ha subito rimaneggiamenti, ad eccezione dell’aggiunta di Andrea di Martino come secondo chitarrista, il che ha permesso un amalgamarsi non indifferente, da cui sono scaturiti, appunto, i due lavori sopracitati. Quest’oggi tratteremo della più recente pubblicazione, Sowing Storms, composto da tre tracce potenti e decise, che riassumono, in una sintesi compatta, quelle che sono le ispirazioni più profonde dei cinque campani, oltre che la loro stessa direzione artistica. 

L’EP si apre con My Purifying Day, il cui incalzante intro lascia anzitempo il campo ad una chitarra scandita dal palm-mute. È in questo contesto che entra anche la voce di Lorenzo Gallo, ispirata al Bennington dei primi lavori dei Linkin Park, condita qua e là da un violento scream, che prende progressivamente sempre più spazio, in particolare nell’ultimo minuto di canzone. My Purifying Day risulta un’ottima scelta per aprire questo lavoro: la sua potenza, la sua energia, ma soprattutto la melanconia di sottofondo, restituiscono l’emblema dello stile seguito dalla compagine campana, un metalcore in grado di attingere alle varie influenze metal, sia dal classico sia dal Nu sopracitato, di cui i Linkin Park sono tra i maggiori esponenti. 

La successiva The Climb segue la linea guida già tracciata da My Purifying Day, mantenendo lo stesso ritmo incalzante, anche se a velocità più moderate. Ancora una volta, la voce si presenta sporca e graffiante, contornata qua e là dallo scream, ma stavolta viene anche accompagnata da cori più puliti, che ben si armonizzano con Lorenzo Gallo. Al giro di boa dei due minuti, le suddette linee corali pulite prendono il sopravento per un attimo, accompagnate da un riff di chitarra, lasciando però quasi subito lo spazio alla voce più graffiante di Gallo, fino alla dirompente chiusura del pezzo. 

Giunge quindi il momento della title track, Sowing Storms (The Day of Your Dark Decay). Come in una climax ascendente, ora lo scream ha praticamente il pieno sopravvento: si sentono più forti le ispirazioni provenienti dal metalcore. Sowing Storms è probabilmente la canzone più violenta dell’EP, le distorsioni dominano, così come la doppia cassa e le tonalità più basse. Qui, ad una linea vocale melodica, ne è stata invece preferita una quasi completamente gridata, che completa dunque il quadro dello stile del gruppo campano. Quest’ultimo pezzo, dunque, si configura non certo come il più completo, ma sicuramente come uno tra i più simbolici ed eponimi della band. 

Per ovvie ragioni, un EP, come anche questo, non può presentare le più disparate varietà, ma deve per lo più restituire un “biglietto da visita” dell’artista. Ebbene, Sowing Storms risulta essere una buona presentazione per un gruppo come quello dei Jumpscare, che già hanno esordito sul mercato con il demo/EP precedente. Il sound non è tra i più originali, ma è sicuramente grezzo e crudo, il che è sicuramente una qualità, sia perché la band, anche e soprattutto per le sue doti, può lavorarci ancora, rendendolo sempre più unico e proprio, sia perché troppe volte abbiamo visto che il tentativo di rendere un sound il più elaborato possibile è sfociato nella più banale artificiosità. Ecco che i Jumpscare dovrebbero mantenere la genuinità del loro timbro, cercando però di renderlo unico, incrociando il tutto con la stesura di brani che possano diversificarsi, per poter produrre un album intero senza il rischio di stancare chi ascolta. Certo, questo non è accaduto a chi scrive nel momento in cui ha ascoltato il loro EP, la band ci sa fare e sa cosa vuole, ma il desiderio di costruire un disco di una decina di tracce può essere tanto ambizioso e gratificante quanto pericoloso. Ad ogni modo, noi contiamo sulle loro doti e sulla loro voglia di fare.

 

Claudio Causio
78/100