2 GIUGNO 2018

I toni sgargianti della copertina di questo ep non vi traggano in inganno, perchè fra le tracce di questo lavoro non troverete nemmeno uno spiraglio di luce. Tornano sul mercato, su etichetta Southern Hell Records, i blacksters siciliani Malauriu dopo i recenti split In Tenebris Flamma Trinitas Vol. III (con Ortro e Feretri) e Iam Mors Regnat (con gli storici conterranei Heretical) e il mcd Semper Ad Mortem Cogitantes, tutti pubblicati nel 2017, e lo fanno ancora una volta all'insegna del black metal più cupo e grezzo, debitore tanto nei suoni, volutamente lo-fi, quanto nell'approccio alla materia alla scena degli oscuri primi anni '90 (soprattutto a quella scandinava, ma non solo), anche se i riferimenti ai germi neri sparsi negli anni 80 da band come Venom, Hellhammer e Bathory non mancano certamente nel tessuto sonoro della band guidata da A.Schizoid, chitarrista e songwriter del gruppo, line up completata in questa occasione da S.T. Al basso, A.Venor alla voce, Frozen alla batteria e Felis Catus alle tastiere. Il compito di aprire questo lavoro viene affidato al brano Ad Insidia Diaboli, breve intro strumentale guidata da un evocativo quanto oscuro lavoro di tastiere su cui si stagliano lugubri declamazioni in latino e versi di capro che da subito ricreano l'atmosfera infernale perfetta per calarsi nel mood di questo album, e fungono da perfetti apripista per l'esplosione della grezza Vortex Of Supremacy, il cui riffing non può non rimandare subito la mente alla succitata scuola norvegese dei primi anni 90 (il primo nome che viene in mente, a parte i classici Immortal e Mayhem, sono i Throne Of Ahaz, in virtù di un riffing maggiormente debitore del lavoro dei Bathory del seminale Under The Sign Of The Black Mark), ma anche il lavoro più oscuro, basilare e ossessivo di band come Von o primi Beherit. Il riffing è gelido e oscuro, il drumming scarno ed efficace, le vocals malsane e oscure al punto giusto, per un brano sviluppato su blast beat veloci ed ossessivi (nell'accezione 90iana del termine, niente velocità da drum machine impazzita in questo lavoro) e rallentamenti marci e scranificanti che non mancheranno di mandare in sollucchero gli amanti di questo modo di intendere il black metal. Non v'è spazio per esperimenti astrusi o accenni di modernità, fra questi solchi si respira l'aria degli anni 90, quindi, se cercate innovazione, sfoggio di tecnica o velocità assurde non vi conviene ascoltare questo mcd, ne proseguire con l'ascolto (o con la lettura), perchè qui troverete solo gelo e morte, espressi nel modo più animalesco, istintivo e grezzo possibile. Le cose non cambiano affatto, anzi, “peggiorano”, con la successiva Revenge Of The Shadows, aperta da un riff pesante e oscuro (ah,i tempi medi, quanto son deliziosi, a saperli usare) in odore di Hellhammer e Bathory (ma anche dei Venom più evocativi e sulfurei) su cui la voce ha gioco facile nel creare trame macilente e oscure, mentre accelerazioni mai eccessivamente parossistiche garantiscono al brano un buono sviluppo dinamico e la presenza di un azzeccato refrain garantisce anche quel tocco catchy in grado di rendere il brano memorizzabile e distinguibile (una virtù, questa, che molti sembrano aver dimenticato, e non solo in ambito estremo). Il brano, così come il precedente, risulta estremamente riuscito nel suo intento di evocare atmosfere infernali e mortifere, convincendoci sempre di più di trovarci di fronte a un lavoro di assoluto spessore, sensazione rafforzata dalla successiva (e, a conti fatti), conclusiva Behold The Damnation, il cui riff iniziale è se possibile ancor più marcio di quanto ascoltato fin'ora su questa opera, e cui il blast beat ossessivo della batteria e l'interpretazione spiritata e posseduta di Venor donano un tocco luciferino e animalesco assolutamente irresistibile, così come irresistibili si rivelano gli stacchi black & roll grezzissimi che vanno ad arricchire il dipanarsi del pezzo e i rallentamenti sepolcrali (lo spettro dei Celtic Frost di Morbid Tales si aggira su questi solchi) che vanno ad aumentarne a dismisura impatto e profondità, per un brano tanto basilare nell'approccio quanto scarnificante nel risultato. Il mcd si chiude con la strumentale Cornucopioides, ancora una volta dominata da un oscuro e inquietante lavoro di tastiere, su cui sample ossessivi, rintocchi di lugubre campane e inusuali trame di tromba contribuiscono a creare un'atmosfera davvero cupa e disturbante, perfetta chiusura per un lavoro che non mancherà di trovare estimatori fra i seguaci più devoti della Nera Fiamma che fù. A questi ascoltatori questo mcd potrebbe essere in grado di donare più di qualche brivido lungo la schiena; A quegli ascoltatori che invece cercano nel black metal sonorità e approcci nuovi e ardite sperimentazioni consiglio invece di cercare tranquillamente altrove. Qui il buio è soffocante, e in queste tenebre ci si fa male.

 

Edoardo Goi

85/100

 


15 OTTOBRE 2017

Nome: Malauriu

Genere: Sicilian Occult Black Metal

Nazione: Italia (Sicilia)

Formato: full-length

Titolo: Semper Ad Mortem Cogitantes

 

Tracce:

1. Initiatio – Excommunicatio (03:28)

2. Iusta funebria (05:37)

3. Semper Ad Mortem Cogitantes (04:19)

4. Abbrucia Sulu (04:50)

5. Anguiformis (05:38)

6. Occulta Ars (06:42)

7. Ultima Celebratio (09:11)

 

Membri: 

Ant (Voce)

A.Schizoid (chitarra e basso)

Frozen (batteria)

 

Il progetto nostrano Malauriu nasce l’1 gennaio 2013, nella bella e calda Sicilia e solo un anno dopo, il 10 marzo 2014, entrano in campo con un EP. Questo primo lavoro ha il titolo di “Presagi Di Morte”, ed immediatamente, con le sue sette tracce, cala un sipario di oscurità nella soleggiata regione madre della band. Non tarda ad essere plasmato l’1 febbraio 2015 uno split contenente ben sei tracce, in collaborazione con l’ormai defunto progetto catanese Eternu Duluri. Il 2015 vede la realizzazione di due singoli, intitolati “Via Delicti” e “Nera Trenodia”, rispettivamente creati il 31 ottobre ed il 31 marzo. I Malauriu procedono inesorabili, e il 16 aprile 2016, dalla collaborazione con il progetto Circle Of The Last Promontory, nasce “Media Vita In Morte Sumus”, un nuovo split composto da 8 tracce per una durata di 37:01 minuti. Il 2017 vede poi la realizzazione di “Iam Mors Regnant” il 13 maggio, split venuto alla luce dalla collaborazione con i siciliani Heretical. Malauriu, dunque male augurio, un nome che non rispecchia affatto l’andamento della band che al contrario, dimostra di saper andare avanti senza “inceppi” e cavarsela in un panorama musicale Metal italiano che richiede molto impegno e perseveranza poiché molto impervio. Solo il 16 settembre 2017 il progetto siculo Malauriu, dopo cinque anni di attività, realizza il primo album intitolato “Semper Ad Mortem Cogitantes”, che con le sue 7 e potenti tracce conduce gli ascoltatori nell’ oscuro mondo delle tenebre. Da non trascurare poi il fatto che hanno partecipato alla realizzazione di questo album alcuni special guests: John Goldfinch (Impero Delle Ombre) che con la sua potente voce rende inimitabile la track “Iusta Funebria”, Agghiastru (Inchiuvatu) vocalist della quarta traccia, Felis Catus (Sinoath e COTLP) synth in “Abrucia Sulu” e “Ultima Celebratio”, Damien Thorne (Bunker 66) che accompagna con la sua voce aspra ed arida le note di “Occulta Ars”, ed in fine Nigra Latebra lyrics in “Anguiformis”. I testi sono in italiano e dialetto, ma ciò che veramente dà una marcia in più a “Semper Ad Mortem Cogitantes” è l’organo, strumento presente in alcune tracce, che sembra dare una nota “Doom” al complesso. In se il full-length appare composto da tracks in cui si percepiscono elementi particolarmente oscuri, quasi tendenti all’ambient. In alcune tracce si denota chitarra Raw, che accompagna gli altri strumenti con il tipico tremolo picking appartenente al Black Metal, forse la batteria non sempre corrisponde al genere scelto da Malauriu, ed il suo brusco rallentamento potrebbe dare un po’ fastidio agli ascoltatori, anche perché fornisce un suono grave al resto. Il lavoro di mix e mastering non è ottimale, ma se non fosse per alcuni difetti minimali quello dei Malauriu sarebbe un ottimo Black Metal. Gran parte delle tracce inizia con un’atmosfera rea e malvagia, spesso composta da suoni come passi di persona o scricchiolii di porte, che creano un ambiente molto oscuro nella testa di chi ascolta. I margini di miglioramento ci sono, ma come si dice nessuno è perfetto, e alcune imperfezioni che ad alcuni non piacciono potrebbero sembrare belle all’udito di altri. Tuttavia questo primo tentativo di creare un lavoro “serio” quale un full-length è stato un primo coraggioso passo, i punti di forza sono sicuramente i suoni sinistri ed il ritmo funereo e straziante che circonda di oscurità “Semper Ad Mortem Cogitantes”. Sicuramente Malauriu ha già la premessa per divenire un’orgoglio italiano come se ne ascoltano pochi, ovviamente farsi strada nel mondo della musica è sempre complesso, ma con i giusti accorgimenti e dedicando molte attenzioni al proprio progetto si vedranno dei risultati. Per gli amanti dell’innovazione e del Black Metal sicuramente Malauriu è un progetto tutto da scoprire ed apprezzare.

 

Giulia De Antonis 

76/100