27 GENNAIO 2018

I MANACH SEHERATH sono una band di metal sinfonico italiana, di Napoli per la precisione, il cui nome in una antica lingua morta significa: “attingere alla fonte” (Quale sia questa lingua morta però non ci è dato di saperlo). A loro dire, questa frase “criptica” con tutto ciò che nasconde è rappresentativa del matrimonio di ritmi pesanti con tastiere epiche e testi misteriosi, che insieme fanno il marchio di fabbrica dei MENACH SEHERATH. Un suono heavy metal moderno che non dimentica le cupe lezioni del passato. Il gruppo dopo qualche cambiamento di formazione sembra aver raggiunto la stabilità nell’estate del 2016 proprio a ridosso della registrazione di quest’opera dal titolo TIMELESS TALES avvenuta nell’inverno dello stesso anno. La line up si compone del cantante MICH CROWN, del tastierista CYRION FAITH, del batterista CARLO CHIAPPELLA, del bassista LUKAS BLACKSMITH e del chitarrista GIANLUCA GAGLIARDI (l’ultimo ad aggiungersi alla band).L a copertina di questo disco è in classico stile epico. Un lupo ed un drago fanno da sfondo ad un medaglione con le effigi della band. Il tutto racchiuso da una cornice celtica (anch’essa un classico del genere). La prima traccia è un intro chiamata THE WATERS OF ACHERON la quale lirica è un ermetico racconto epico ed ottima presentazione per le tracce che seguiranno. La seconda traccia invece ci introduce perfettamente nell’ambientazione nella quale i nostri ci spingono. THE CURSED COLLECTOR ha anch’essa una magistrale lirica epica che appassionerà l’ascoltatore amante di racconti oscuri, musicalmente invece scorre via senza infamia ne lode. SWORD IN THE MIST, terza traccia, e ben altra cosa rispetto alla precedente. Convince subito fin dall’inizio con una notevole potenza canora da parte di Mich il quale lascia intravedere notevoli capacità interpretative. Molto intrigante l’esecuzione del brano contenente anche un eccellente assolo di chitarra. La quarta traccia CHASING THE BEAST mi scorre via anch’essa in maniera fluente anche se a me personalmente risulta eccessivamente lunga. Bellissimo ed appassionante il testo scritto in modo coinvolgente. La successiva ASLEEP a mio avviso la si può considerare un canto d’amore anche se la musica è molto potente e contrasta con la dolcezza del testo, interessantissimo inoltre il duello sonoro fra tastiere e chitarra che impreziosisce questo brano. RESTLESS (sesta traccia), potente brano quasi power metal cantato in maniera egregia da Mich. Tutto in questo pezzo si intreccia in maniera eccellente anche se alla lunga potrebbe risultare un po ripetitiva. ARTI-MANTHANO non so come mai ma mi ricorda qualcosa di già sentito forse perchè le metriche vocali non si discostano molto dalla precedenti tracce, da notare un pregevole assolo dopo il quale il pezzo decolla e ci fa ricredere rispetto all’iniziale impressione. TIMELESS contiene un testo molto introspettivo, “mi chiami padre perchè ti ho dato la vita ma per salvare questo mondo devi morire” Questa è una delle frasi che più mi colpisce. Mich in questo pezzo si spenge oltre con un acuto degno di nota. Questa registrazione si conclude con il brano ALL IN ALL, anch’essa traccia epica e ben suonata. In conclusione posso dire che questo disco è sufficientemente valido anche se a mio parere merita più di un ascolto per poterlo apprezzare. La registrazione non mi ha totalmente convinto perché secondo me gli strumenti non sono ben amalgamati tra loro. Ovviamente questo è solo il mio giudizio….a voi l’ardua sentenza.

 

Pietro Pitale

60/100