7 SETTEMBRE 2017

Attivi sin dal 2009, i fiorentini Mess Excess arrivano al loro secondo full lenght con una line-up stabile e cambiata rispetto agli anni del buon esordio “Fly Away" (2015).

“From Another World Pt. 1" è, come il titolo annuncia,la prima parte di un concept album sviluppato in due parti (il secondo capitolo è previsto per la metà del 2018) le cui basi erano già state gettate nel 2015.

Sotto l’ala della Qua’ Rock Records, il sestetto sviscera una storia che prende spunto dalle realtà socio-politiche odierne, attraverso una quarantina di minuti divisa in 6 canzoni, che strizzano l’occhio al metal progressive dei Queensryche e dei Fates Warning, ma che dimostrano anche uno spiccato amore nei confronti dei giganti degli anni ’70 come Rush e King Crimson. Il disco narra la storia di un insegnante trentacinquenne che un giorno viene a sapere, tramite un notiziario, della morte (per uccisione) di un vecchio compagno di università. L'amico ucciso viene dipinto come un terrorista, ed il nostro protagonista non crede a quanto viene affermato; i dubbi quindi iniziano ad assalirlo ed assillarlo, perciò decide di indagare di persona su tale episodio. L’album si sviluppa su questa dicotomia: da un lato la ricerca della verità, dall’altra la necessità culturale di non dipingere il proprio paese come ‘mentitore'.

Nell’attesa dell’epilogo, che arriverà con la seconda parte di questo concept, ci immergiamo in questa storia come ci si immergerebbe in un film, perché i Mess Excess suonano veramente alla grande, e riescono a proiettare metaforicamente i vari avvicendamenti di questa storia sulla parete, dando vita ad un piccolo gioiellino.

“Amazing Dystopia", primo singolo estratto dall’album, vede inizialmente un’introduzione di piano, mentre il parlato ci dice dove ci troviamo e descrive la situazione di sfondo allo sviluppo della storia. In seguito, il piano lascia il posto al synt, che raggiunto da un ritmo marziale, sviluppa una strofa ed un ritornello che ricordano i Muse, ma con quel tocco metal e le belle voci di Martina Lotti ed Helene Costa che spingono il brano sino allo stacco sincopato (decisamente anni ’70, ma con suoni moderni) che vede protagonista il Minimoog di Fulvio Carraro.

Si prosegue con “Brainstorm", dove la bella ritmica orchestrata dalla batteria di Michel Agostini e dal basso di Andrea Giarracco, fanno da base al bell’incastro delle tastiere di Carraro e dello splendido arrangiamento chitarristico di Alessandro Santi, dando vita ad uno strumentale che deve molto ai King Crimson nelle costruzioni, ma anche qualcosa ai più moderni Dream Theater. “In Loving Memory" spezza decisamente l’atmosfera creata dai primi due brani,arrivando su una ritmica cadenzata e molto heavy, mentre Martina Lotti convince con un’interpretazione convincente,supportata sempre bene da Helene Costa. Le tastiere (a metà tra Pink Floyd, Deep Purple e prog metal) ben supportano gli incastri tra atmosfere più cupe ed i momenti brillanti che ci regala la chitarra di Santi, soprattutto nello strumentale nella seconda parte del brano. Arriviamo a “Mesmerize You", song drammatica e ‘romantica', dove ritmi sincopati e melodia si fondono in un perfetto connubio, che qua e là respira tratti di epicità teatrale e sfocia in un ritornello ‘unico' che caratterizza l’intero brano. Molto convincente ed intelligente, il finale della canzone riprende quanto ascoltato in “Brainstorm", quasi a suggellare la dicotomia tra i significati delle due canzoni (da “lavaggio del cervello" ad “oblio e dimenticanza" sino a ritornare ad un nuovo “lavaggio del cervello", come a sottolineare il senso di confusione tra ricerca della verità e la paura di vedere le proprie concezioni sociali disilluse).

Il basso di Giarracco introduce “Deranged", brillante esempio di come incastrare Dream Theater (nell’introduzione e nelle esplosioni del ritornello) ed una strofa che potrebbe stare benissimo su un album degli Emerson, Lake and Palmer. Decisamente dal piglio più rock e heavy, questa canzone è un vero concentrato delle abilità dei singoli membri dei Mess Excess che si ritagliano, ognuno, il proprio spazio senza mai diventare protagonisti unici del brano, ma anzi lavorando per esso. Ogni elemento della band lavora per la canzone, ed ognuno apporta il proprio stile, confezionando forse uno degli episodi più convincenti dell’album.

Chiude il disco “Glimpse Of Hope" (circa otto minuti), che vive di atmosfere alla Pink Floyd (nella specie “Comfortably Numb", per l’andamento cadenzato e soffuso della strofa) e che vede una bellissima performance delle voci femminili, mentre la chitarra di Santi, malinconica e sofferta, duetta con il piano di Carraro.

La lunga parte strumentale nel finale, vede un ottimo lavoro corale, anche se la sezione ritmica di Agostini e Giarracco si eleva per bravura. I Mess Excess fanno centro con un album suonato incredibilmente bene e prodotto con gusto, e ci regalano quaranta minuti di intensità ed emozioni, soprattutto quando la band si butta a capofitto nel prog di stampo crimsoniano e molla le redini per ampliarsi in dialoghi strumentali. Ogni singolo elemento della band opera in maniera quasi perfetta (e meno male,altrimenti la loro musica vivrebbe di ‘troppa precisione chirurgica' e non entusiasmerebbe tanto), ma lascia anche ampio respiro al proprio strumento (merito di una produzione attenta ed azzeccata). Inoltre, i testi, sono parte integrante e da non sottovalutare per considerare la riuscita dell’album: i vari ‘intermezzi', parlati e dialogati che collegano una canzone all’altra, fungono da connessione fra le lyrics sviscerate nelle canzoni, in modo da rendere fluido lo scorrere di una track dopo l’altra, accompagnando chi ascolta in qualcosa che non è solo un album, ma anche una storia raccontata bene, e che quindi funziona. Attraverso l’interpretazione delle voci di Martina Lotti ed Helene Costa, le chitarre di Alessandro Santi, il basso di Andrea Giarracco, le tastiere di Fulvio Carraro e la batteria di Michel Agostini, ascoltiamo una band che ha qualcosa da dire e da raccontare, e che lo fa con intelligenza, spirito e bravura. Attendo con ansia la seconda parte di questo bel concept, nel frattempo, vi invito a godervi i Mess Excess.

 

TRACKLIST:

Amazing Dystopia

Brainstorm

In Loving Memory

Mesmerize You

Deranged

Glimpse Of Hope

 

LINE-UP:

Martina Lotti - Lead Vocals

Helene Costa - Backing Vocals

Alessandro Santi - Guitar & Backing Vocals

Andrea Giarracco - Bass & Backing Vocals

Fulvio Carraro - Keyboards

Michel Agostini - Drums

 

Aldo Artina

 87/100