9 MARZO 2018

Con oltre vent'anni di carriera è l'unica band metal attiva e ancora in vita del San Marino, fondati nel 1996. Dopo il successo del precedente album, grazie a molte recensioni positive di varie magazine, la band ha rilasciato questo secondo album, facendogli vincere il premio "suona con il mito". In ''Crush test'' rispetto al precedete album, c'è un cambio di line up; Marco Urbinati è stato rimpiazzato da Fabio Pioli. In 'Crush test' troviamo una buona composizione sia dal punto di vista delle parti thrash che in quelle più death, in quanto le due voci risaltano particolarmente.

Crush test è uno di quegli album che ti spinge, ascoltandolo, a scaricare tutta la tua energia interiore subita dopo una dura giornata. Già dalla traccia di apertura, 'The end', si nota lo stampo della band che mescola il growl con il un fantastico clean voice durante fin dalla fase principale del brano. Molto orecchiabile e ti fa immergere subito nell'intento musicale della band.

'Karmafobia' è una canzone molto thrash e orecchiabile sin dall'inizio rendendola una delle migliori dell'album, anche se dopo più ascolti si ha l'impressione che alcune parti diventano un pò ripetitive.

'Believe', il terzo brano del disco, è composto da un inizio molto simile al pezzo precedente anche se il basso è un po' meno presente e con delle tonalità più acute, ma con un buon grunt accompagnato a sprazzi dalla voce del frontman  dal minuto 1.30 cambia totalmente stile passando da un death a thrash, fino a creare uno stile molto particolare che a me piace molto e rende il pezzo molto interessante da ascoltare. Con il quarto pezzo la band arriva a una delle canzoni migliori; molto thrash e allo stesso tempo molto ironico e quello che mi fa impazzire è la parte principale della canzone perchè il frontman raggiunge livelli pazzeschi vocalmente, accompagnato da un buon riff di chitarra che rende il tutto molto orecchiabile e piacevole sin dal primo impatto. E' una delle canzoni che ti fa esclamare: 'wow questo pezzo!' anche dovuto al testo molto adatto  al genere.

Il quinto brano, 'Rhyme of the crazy poet', invece, parte già da subito con una parte musicale che nei primi trenta secondi è molto a tono, facendo entrare la voce al minuto con un growl molto potente e con degli  acuti caratteristici del vocalist, a mio parere sempre molto belli soprattutto se accompagnati poi da un growl molto più grave come in questa canzone e poi i riff dal secondo minuto fanno si che la canzone sia ben impostata musicalmente concludendo con un una parte musicale molto piacevole.

Il sesto brano 'Princess of tears' l'ho trovato un po' moscio. Dopo le buone prove dei pezzi precedenti, questo lascia un pò di noia soprattutto per la parte musicale, a mio avviso non concordante con la voce del cantante.

Il settimo brano parte con uno stile molto differente dai precedenti infatti usa un growl molto più da death metal rispetto alle altre canzoni che hanno degli sprazzi legati al thrash. Di per se non è male perchè l'aggressività è molto delineata. 

Arriviamo a 'Slipknot' che parte ritornando ad uno stile simile a quello del secondo pezzo, molto più thrash ma con una buona parte di apprezzabili growl  da death metal.

'Destroy your ego', penultimo pezzo dell'album, è composto da una musicalità molto orecchiabile e rispetto ai brani precedenti è molto diverso a livello compositivo poichè è reso particolare dall'ottimo e continuo "scambio" tra la voce del cantante più clean da thrash metal con il bellissimo grunt più usato nel metal. Questo brano parte subito con dei giri di batteria molto presenti e costanti per tutta la durata, accompagnati da dei riff di chitarra che si uniscono alla voce, amalgamandosi molto bene.

L'album si conclude con la mia canzone preferita tra tutte: 'Boss'. Parte subito con una voce che sottolinea l'impronta degli strumenti e della voce, sicuramente un buon thrash. Inoltre troviamo un assolo a partire da poco prima del secondo minuto molto gradevole, per poi lasciar spazio alla parte più bella che crea un finale con il botto. La composizione generale della band mi ha lasciato veramente a bocca aperta. 

 

Nicola Bonaldo

75/100