31 AGOSTO 2018

Cari amici lettori, oggi abbiamo l’opportunità di trattare un progetto tanto particolare quanto sfizioso, a favore di chi, magari, è stufo di leggere le solite recensioni su band di carattere Rock piuttosto che Metal: parliamo dei “RITMIA.COMpagnia L’Ensemble”, progetto nato e pilotato dalla musicista Sonia Simonazzi, la quale dopo anni di sperimentazione, ha fatto sì che l’approccio musicale da lei adottato influenzasse, in qualche maniera, la mente ed il corpo al totale rilassamento e alla completa distensione. Grazie ad una collaborazione con musicisti preparati e con l’integrazione di una chitarra, un contrabbasso e dei rudimentali strumenti ritmici, i RITMIA.COMpagnia D’Ensemble hanno sfornato un prodotto atto principalmente alla totale immersione del corpo e della mente in una dimensione extra-sensoriale, caratterizzata da visioni fantastiche ed immaginarie, in cui l’ascoltatore può perdersi in uno stato di rilassamento, vissuto, come a detta della band, come un vero e proprio sogno. L’album che prende il nome di “Meditentazione”, è costituito in 9 pezzi completamente strumentali ed è stato rilasciato il 2 Febbraio 2018, sotto la distribuzione di RADIOCOOP. Partiamo subito con le considerazioni concrete e, ancor prima di metterci all’ascolto dell’album, siamo già coscienti del fatto che il lavoro svolto dai musicisti italiani non è propriamente per neofiti del genere, ma appartiene ad una realtà ben precisa e delineata, all’interno del pubblico degli ascoltatori. Il prodotto trattato è stato concepito, ovviamente, per integrare all’ascolto dello stesso le pratiche di Yoga e di meditazione, attraverso varie tecniche di respirazione che infondono alla mente ed al corpo una sensazione di rilassamento.  Ma, a parte questa premessa, veniamo alle parti tecniche: l’intero album è strutturato su una base prettamente strumentale, calde melodie e graziose armonie si mescolano tra loro, per creare una suggestiva ambientazione immaginaria, in cui la nostra mente trova giovamento e si lascia trasportare sin dai primi minuti. Le delicate note del flauto (filtrato da un sound processor) definiscono in maniera magica le originali scale arabe, sapientemente accompagnate dagli arpeggi chitarristici, il tutto guidato dalle, quasi silenziose, scansioni di tempo dei bonghi (la traccia “Sufi flower and the persian tale”ne è un esempio lampante). Troviamo che qualche melodia di natura Folk piuttosto che medievale, come ad esempio “By the throne of purple Queen”, donando comunque alla nostra mente quella grande spensieratezza di cui l’album è dotato. Di tanto in tanto sono presenti parti cantate, utilizzando una tecnica vocale totalmente limpida e cristallina e, in alcuni pezzi, le stesse linee vocali vengono accompagnate dai puliti arpeggi melodici della chitarra, concedendo all’ascoltatore un enorme senso di rilassatezza, immergendo tutto se stesso nell’abbandono assoluto in un’ambientazione immaginaria ed extra-sensoriale. Arriviamo dopo diversi minuti dall’inizio dell’ascolto di questo album, fino ad arrivare alla nona ed ultima traccia “Good Night Lullaby”, o più semplicemente la classica “Ninna Nanna”, in cui il nostro stato di relax già in moto dalle tracce precedenti, trova ora lo sfogo più completo, grazie all’intreccio di varie voci che accompagnano il nostro stato mentale a goliardiche sensazioni. Dopo questa lezione a base di visioni oniriche, stati di dinamismo e distensioni emotive ed ambientazioni fantastiche, possiamo valutare in maniera più che sufficiente il lavoro sfornato dai Ritmia. Noi della redazione, naturalmente, non approfondiamo i discorsi legati alle pratiche di meditazioni in sé e siamo ben lontani dalla conoscenza in tal senso, ma siamo più che certi che i musicisti italiani hanno svolto un ottimo lavoro e sono riusciti ad arrivare all’obiettivo da loro prefissato. Teniamo a consigliare l’ascolto di “Meditentazione” a tutti gli ascoltatori, non solo che praticano l’arte e la disciplina della ritmia, ma anche agli appassionati delle atmosfere rilassanti, suadenti e delicate, che da sempre vivono la musica da un punto di vista meno tecnico, ma più filosofico.

 

Simone Zamproni

77/100