28 AGOSTO 2018

Roberto Mataluni, nato a Napoli il 13 agosto 1977, pianista e compositore. Diplomato al Conservatorio di Musica di Napoli, si è sempre dimostrato un musicista eclettico e curioso, aperto a tutti i generi, dal Classico sino al Rock, dal Jazz fino al Pop ed all’elettronica. Compone notturni e ballate per Pianoforte tra cui “Le Maschere”, tre volti della stessa persona, che si inseguono e danzano insieme finchè solo una avrà la meglio sulle altre. Nell’ambito pop scrive una dozzina di brani di cui cura l’arrangiamento e il testo. Si avvale, nella sua composizione, spesso di strumenti virtuali (VST) suonando con le tastiere tutte le parti, dal pianoforte ai violini, dalle chitarre alle percussioni. E’ proprio la possibilità di poter suonare tutti gli strumenti che lo fanno affascinare al mondo degli strumenti elettronici. Attualmente ha all’attivo nel suo palmares 2 album. Il primo, Atmospheres, è formato da 13 brani, ognuno con il suo carattere specifico. E’ un album incentrato sopratutto sui ricordi e sulla ricerca di creare spazi sentimentali dedicati. Composto, mixato e suonato interamente dall’autore, attraverso l’ausilio di strumenti virtuali. Il secondo lavoro, Origini, pubblicato nel Dicembre 2017, è un lavoro più maturo, che attraverso un percorso di crescita interiore e musicale, tocca temi specifici e delicati. In questo album si è avvalso della collaborazione di vari musicisti. Si passa da brani solo pianistici, ad altri che strizzano l’occhio a delle vere e proprie colonne sonore, come il brano “Favola“. Anche in questo album ci sono elementi di elettronica, che fanno la loro comparsa man mano che i brani entrano nel vivo. L’intro intitolato “Primo tempo” è un interludio molto corto, ma strapieno di emozioni, in particolare di tristezza e nostalgia, che dominano quasi nell’intero album. Infatti il secondo brano“Lettere nascoste” viaggia sui stessi binari per quanto riguarda l’atmosfera e le sonorità. Nonostante è suonato integralmente soltanto al pianoforte, non sfocia mai nel monotono o in una banale ripetizione. Il terzo brano “Giochi d’acqua”, tra i migliori sicuramente dell’album, è un vero elogio alla musica neoclassica e trasmette uno spettro infinitamente variegato di emozioni, forme ed armonie che incanta il palato di ogni persona che ha dentro di sè una vera cultura musicale a 360 gradi. Il modo in cui il musicista usa pure le varie VST è talmente riuscito, che sembra suonato su strumenti veri. In “Luce Notturna” l’ascoltatore affonda in un mare di cupa malinconia che strappa veemente l’anima di ogni essere vivente che lo ascolta. Forse proprio in questo brano si percepisce meglio l’essenza dell’intero album, cioè una ricerca dell’autore dentro se stesso e nel profondo delle sue origini, cioè all’interno della storia del mondo e dell’universo. “Nei suoi occhi” è un poema molto romantico e dolce, che svela in modo artistico la ferita che la freccia di Eros ha lasciato nel cuore di Roberto. Sarà un amore solamente platonico? O immaginario? Una domanda che forse rimarrà retorica per sempre per i comuni mortali e solamente le anime dei diretti interessati sapranno la risposta giusta. Il prossimo interlude, molto corto ed esoterico, chiamato “Secondo tempo” ci offre una pausa eterea di riflessione ed un cambio di registro per i prossimi brani, infatti la canzone “Essenza” è molto più riflessiva, profonda e meditativa e porta l’ascoltatore sui sentieri di un ritrovo di sè stesso con le n varie sfaccettature della conoscenza e della storia universale. Particolare pure la successiva “Come una Taranta”, forse una delle più strane su tutto l’album, ma è dannatamente enigmatico ed il suo misterioso “perchè”, che non smetterà di accendere la curiosità di ognuno di noi. Con la magica traccia “Favola” Mataluni apre sempre di più la sua anima, lasciando sfuggire frammenti dei suoi sogni e del suo mondo immaginario con le sue infinite sfumature contrastanti fra di loro, che confondono sempre di più in modo piacevole il pubblico. Sarà un romantico? O una triste anima in pena? O un folle sognatore? Il finale della “Favola” forse un pò troppo imprevisto, ma non è detto che non sia una cosa voluta dal musicista. Ed in fine la title-track che conclude l’album è una vera colonna sonora di un film storico o fantasy, che ci ricorda sempre di più l’importanza delle nostre origini e la necessità di non dimenticarle mai, ma di rispettarle ed onorarle con i nostri fatti, con le nostre idee e con la nostra stessa esistenza. Insomma, è tutto fatto in modo impeccabile: forme, colori, sentimenti, emozioni, idee e sogni. Tutto ciò che definisce un genio, affiancato da conoscenze salde, frutto di duro studio e faticoso impegno per lunghi anni. Difficile scegliere la migliore canzone di questo album, perchè sono tutte belle a modo loro ed ognuna di esse arricchisce il nostro orizzonte mentale con delle nuanze e delle conoscenze in più, e ci fanno riflettere su di noi e sul mondo che ci circonda, sul passato, sul presente e sul futuro. Nonostante ciò, i margini di miglioramento ci sono e nell’attesa di nuove notizie da Mataluni non possiamo che goderci questo gioiello musicale a 360 gradi.

 

Dmitriy Palamariuc

89/100