18 GIUGNO 2018

S.P.E.M.H.L è un progetto/one man band nato nel 2015 a cura di Michele Eusepi, marchigiano originario di Pergola. Il disco omonimo in questione è l’esordio autoprodotto del musicista nostrano che si occupa di delle parti di chitarra e voce mentre per tutti gli altri strumenti si è avvalso dell’aiuto del pc. L’album è di difficile classificazione in quanto c’è diversa carne al fuoco che si potrebbe raggruppare sotto industrial metal anche se il termine è da prendere un pochino con le molle. Partendo da una produzione/mixing più che buono (anche se è fin troppo valorizzata la chitarra lasciando troppo in secondo piano tutto il resto) Michele compone un lotto di brani di medio/lunga durata che si basano prima di tutto sul groove e la potenza, dove le ritmiche sono spesse e massicce inneggiando all’headbanging. Preparato quindi il terreno si passa a creare il sound vero e proprio e le tracce proposte sono fortunatamente variegate e dinamiche. Non mancano ovviamente gli assalti all’arma bianca come le martellanti “Un Nuovo Inizio” e “Omnen Sensum” (epica e granitica) ma il grosso del disco verte su orizzonti sonori decisamente improntati all’elettronica sia per l’uso di beat di drum machine, synth a rotta di collo (talvolta con delle spruzzate orrorifiche) ed un approccio molto electro/dance/industrial. L’opener “Ocitna Specchio” riflette bene tali caratteristiche unendoci un interessante lavoro alla sei corde sia nei riff che negli assolo. Ci sono anche degli episodi più sperimentali come nella rocciosa e veloce “Paralisi Mentale” grazie ad un uso curioso di elettronica molto cruda e parti noise rock oppure in “Soggiogato in questo Inferno” che mixa effetti ambient ed una chitarra tra lo stralunato ed il quadrato/diretto. Se non bastasse ecco arrivare episodi devastanti come “Sull’Orlo della Follia” (industrial glaciale e riff compressi) e “Baciato dal Fuoco” che incorpora anche deliziosi inserti black metal. La voce intona spesso o completamente liriche cupe ed oscure passando da uno scream decisamente efficace e grezzo ad un pulito che però non convince risultando troppo effettato, poco intonato e per nulla soddisfacente su cui ci sarà molto da lavorare. In generale le canzoni comunque convincono e si lasciano ascoltare più volte per coglierne ogni aspetto senza presentare particolari cali di tensione mantenendosi tutte su di un buono standard qualitativo. Non c’è molto altro da aggiungere. Le canzoni hanno tutte solide basi ed uno sviluppo pieno di particolari senza essere pesanti e andando diritte al punto. Vi è da sistemare ed equilibrare il rapporto tra la chitarra e tutto il resto perché il dislivello pende troppo da una parte. Progetto interessante e da seguire!

 

Enzo Prenotto

75/100