7 OTTOBRE 2017

Nuova band all’orizzonte, questa volta dalle parti di Torino, chiamata Sentient e nata nel 2015 che dopo i classici assestamenti di formazione arriva al primo step, cosa che molte bands stranamente saltano completamente andando di fretta e furia al disco vero e proprio. In questo caso si parla di una DEMO, intitolata Sentient ed uscito ad inizio settembre 2017. Il dischetto unisce il death metal nord europeo al thrash metal creando un ibrido riuscito seppure non particolarmente originale ma comunque di qualità.
Cinque sono le tracce dell’opera che, sebbene mostri una chiara debolezza a livello di suono, mostra diversi spunti da approfondire. Il disco è una sorta di due-facce in quanto vi sono due modi di esprimere la propria idea sonora. L’opener track “Inhale the Existence” dopo l’intro atmosferica di tastiera sfocia in un riff chitarristico tipicamente death svedese (molto usate le melodie, sempre riuscite e ben fatte) mischiato a bordate più thrash, specie negli assolo velocissimi. “Descend From Heaven” inserisce anche una buona dose di groove alla violenza sonora sempre coadiuvata dallo scream/growl del singer Benito con un ottimo assolo nel finale. “Specters in the Fog” continua la deflagrazione con un assalto all’arma bianca devastante accompagnato sempre dalla giusta dose di melodia. Il tutto viene stemperato da un interessante intermezzo di tastiera accompagnato dalla chitarra elettrica che dona una certa varietà al brano per poi tornare alle detonazioni dell’inizio. Queste tre tracce esprimono la visione sonora più diretta e “semplice”, però nella rimanente doppietta la band dimostra di saperci fare anche con soluzioni più impegnate. “Wisdom of Apathy” è un pezzo già più elaborato anche a livello di ritmiche, meno dritte e più dinamiche con frequenti accelerazioni e rallentamenti che offrono un certo dinamismo che sicuramente non guasta.“The Ancient Desire” va oltre, unendo una melodia portante efficace e ben mescolata alla violenza distruttiva (ben evidenziata da vocals aggressive), pause placido/sognanti, parti più lente e massicce e per finire in bellezza vengono incastonate alla perfezione alcune varianti più tecniche senza che esse siano troppo slegate dal contesto sonoro.
Un esordio decisamente interessante che potrà soddisfare gli appassionati di metal estremo e lascia ottime speranze per un futuro full length. Anche se l’audio non valorizza perfettamente tutti gli strumenti al meglio l’ascolto è più che consigliato!

 

 

Enzo 'Falc' Prenotto

70/100