13 DICEMBRE 2017

Walking The Icepath To The Wanderer's Plateau è un album uscito nel 2012 dell'artista Luigi Andrea Scopece, cantante e polistrumentista foggiano con l'artwork a cura di Valerio Paolucci. Si tratta di un progetto molto particolare con sonorità depressive black metal e testi abbastanza inusuali per il genere ispirati dalle opere di Tolkien (solitamente usati in generi più melodici come il power metal) ma sono presenti anche tematiche più propriamente black come eremitismo e solitudine.

Lo stesso nome del progetto rievoca  le opere della terra di mezzo, in cui Menelvagor è lo spadaccino del cielo.

Il full-lenght si apre con l'intro  "Surrounding Whispers At The Helm’s Deep" che si ispira alla battaglia al fosso di Helm, da subito si può avvertire un'atmosfera particolarmente angosciosa, i suoni iniziali confusi e roboanti ricordano quasi un avanzare veloce e opprimente di ratti pronti ad aggredire il loro nemico; nella seconda parte un synth in pieno stile Burzum accompagna per poco una chitarra acustica pulita e piuttosto ripetitiva nella struttura ritmica che rievoca sensazioni di tensione.

"Walking The Icepath To The Wanderers’ Plateau" deriva liricamente dall'ispirazione del brano "Eremita" dell'artista "Ihsahn" non a caso questo brano presenta nella parte centrale una chitarra ampiamente distorta, tipicamente depressive che conferisce solitudine e desolazione alla traccia. Proprio qui si può sentire la voce di Luigi che accentua ulteriormente il mood con un growl oscuro, cupo e opprimente, intellegibile. La batteria risulta particolarmente scarna e quasi "macchinosa".

"Perceptions By The Keeper Of An Ancient Wisdom" celebra la figura di Gandalf riportando dunque le liriche al tema della "saggezza" intesa come celebrazione. Da un punto di vista musicale è un brano in continua sospensione sotto tutti i punti di vista: i riff di chitarra distorta e clean sono costituiti da accordi che non evolvono pur risultando opprimenti, idem per la batteria che si limita a mantenere e cadenzare il tempo usando solo un piatto, nel frattempo la voce accompagna questo tappeto sonoro come se stesse contemplando e narrando antichi insegnamenti. 

"The Forest Dwellers Slowly March" può essere considerato come il brano Tolkeniano per eccellenza infatti descrive i giganti Ent in conflitto con Saruman, ovvero l'alto comando dei popoli liberi nella Terra di Mezzo, che marciano verso Isengard.

La chitarra acustica con le sue numerose pause aumenta la tensione per poi evolversi in un suono distorto e agonizzante, accompagnato dalla voce grottesca e dalla batteria lenta e pesante che sembra riprodurre il passo potente e deciso degli Ent.

"Thoughts Of Ungoliant" si rifà alla figura di Ungoliant, serva di Melkor e si affronta la tematica della schiavitù e della pazzia causata da una forte oppressione psicologica. Il suono iniziale sordo e sospeso sembra quasi rappresentare un urlo senza voce, di pura disperazione che si evolve in un vero e proprio circolo vizioso causato da depressione, paura e mancanza di una via d'uscita, ciò è reso molto bene dalla tessitura funeral doom e dalla voce che alterna scream soffocati all'onnipresente growl.

Infine l'outro "Beyond The Sleeping Valley" chiude questo capitolo amaro con una chitarra clean sola e dormiente assieme ad un synth ipnotico e soporifero che invita a chiudere gli occhi e meditare.

Walking  The Icepath To The Wanderer's Plateau si può definire come un insieme di esperienze fantasy in chiave dark caratterizzate da alcuni elementi predominanti tra cui la sospensione, la desolazione e l'oppressione.

Un punto di forza meritevole è che il progetto esce dai comuni canoni del classico black/doom metal grazie alla voce molto gutturale, all'utilizzo di synth, alla forte presenza della chitarra acustica e ai testi fantasy, però musicalmente parlando risulta spesso ripetitivo di traccia in traccia, riccorrendo a soluzioni armoniche e strutturali molto simili tra loro.

 

Gianluca Santoro

75/100