29 APRILE 2018

"Leave no stone unturned" è l'album di debutto della band dei Siksided, quintetto di Trieste che pubblica questa autoproduzione catalogabile tra il Progressive e il Post Rock. 

Nove brani per una durata complessiva di cinquanta minuti circa dove si fondono diversi stili musicali dal metal, al progressive, fino a sonorità più dark, che fanno di questo debutto un lavoro scuro e dal sound caldo.

Un avvio graffiante che si alterna ad attimi più melodici fanno di questa traccia, "Disposable livings", una partenza convincente, il suono metallico della linea di basso unito ad una sezione di chitarre adesso pulite rendono il percorso brillante e cristallino con la seconda traccia "Leaf" che prende poi un'impronta più scura sul finale. Il ritmo diventa sempre più incalzante e prepotente man mano che ci avviciniamo alla parte centrale del disco con le tracce "Fragments", "Meant to be" e "Charon", dove le dinamiche determinate dall'alternarsi di melodia e grinta fanno di questo blocco centrale una bella conferma di quello che è stato suonato fino ad ora.

L'andamento elastico di "Leave no stone unturned" è la struttura portante dell'album e la caratteristica principale che accomuna tutte le tracce contenute nel cd, si parte con riff puliti per poi passare a momenti più energici ben scaldati e resi corposi da una voce profonda e in linea con il resto degli strumenti.

I Siksided, ricordano molto gli A Perfect Circle, gli Opeth, e non nascondo il fatto che le metriche delle singole tracce siano un pò troppo uguali, rasentando così la monotonia, ma è palese che è suonato tutto con buona tecnica e semplicità, facendo passare così in secondo piano questo dettaglio.

Il finale di questo primo lavoro non presenta particolari novità rispetto a quello scritto fino ad ora. Con le tracce “Desert” e “Defaced”, si torna agli stessi schemi di composizione usati dalla band fino ad ora dove l'andamento dinamico tra pulito e graffiato è ben tenuto alto da una linea vocale ed un'atmosfera generale profonda e ben amalgamata, fatta ad eccezione per "Blatant Quiet", che non presenta spunti melodici così da essere l'unica traccia ad uscire fuori dagli schemi principali della band regalando qualcosa di nuovo e adrenalinico. 

Un buon debutto per i cinque ragazzi, che dimostrano di avere già le idee chiare e le carte in regole per fare il grande salto, presentano agli addetti ai lavori un album maturo dalle sonorità convincenti.

 

Leandro Partenza

70/100