9 LUGLIO 2018

Rock’n’roll!!! Ragazzi, stappate una bottiglia di Jack, accendetevi una sigaretta, rilassatevi e fate partire questo viaggio. Ora chiudete gli occhi e immaginatevi all’ inseguimento di Thelma e Louise sulla via del blues/rock a bordo della vostra decappottabile vintage. Già vintage perché il rock/blues psichedelico di questi ragazzi, Sara Montenegro (già Restos Humanos e Messa) e Giorgio Trombino ( Elevators To The Grateful Sky, Furios Georgie, Haemophagus, Assumption) rispettivamente voce e voce/polistrumentista, evoca un sound grezzo e selvaggio che attinge ai vari  Black Angels, Brian Jonestown Massacre, The 13th Floor Elevators, primi Dead Can Dance, The Rain Parade o Loop, ma che a me ha ricordato molto i Kyuss di Blues For The Red Sun e addirittura i Doors nella fase più psichedelica e sognante. Il disco è stato registrato in 3 mesi tra Palermo ( Tone Deaf Studio) e Padova ( Mal De Testa Studio) dove è stato masterizzato in analogico. Il disco è stato prodotto dalla Phonospera Records e poi ripreso in vinile dalla Nasoni Records. Si parte con New Belief Begins, chitarra sporca e acid/blues, ci preparano alla successiva Blue Is The Colour, cadenzata, con le voci a giocare tra loro su uno scenario desertico e lento nel suo divenire. Ecco che Jim Morrison spunta tra i synth di Come, Reap per benedire il sound sporco targato Sixcircles; interessante anche l’utilizzo dell’ harmonium. Pezzo d’impatto, che ci introduce a Time To Erosion, pezzo azzeccatissimo melodico dalle atmosfere sognanti. Il ritmo sale subito con the Prison, industrial/rock distorto con voce effettata e drumming ossessivo che avvertono che il viaggio può incontrare pericoli sul suo cammino. Cammino che continua comunque strisciando come un serpente con Sins You Hide, introdotta da un arpeggio orientaleggiante e ben costruita sulle splendide linee vocali del duo. Late To Awake prosegue il viaggio verso Oriente in un lento crescendo di emozioni e ci spinge al secondo bicchiere di Jack per aprire le nostre porte della percezione. Take Me to Your Desert è il pezzo più azzardato, lento, morboso, avvolgente, ci prepara alla finale Lavender Wells, canzone agrodolce, raffinata, con i bonghi e i suoni psichedelici, che tanto sarebbe piaciuta ai Fab4 in versione hippies,a condurci per mano alla fine di questo viaggio. Sicuramente la sensazione piacevolmente tormentata che rimane invoglia a ritornare da capo per riattraversare il deserto in compagnia dei Sixcircles. Album godibilissimo, che speriamo sia il preludio per una carriera meritata per questi due ragazzi. Riding on the snake.

 

Matteo Gobbi

90/100