24 GENNAIO 2018

Chi continua a seguirci sa che noi mettiamo alla luce sempre band dell’ambiente underground, band che hanno già un’apprezzabile esperienza sia in live che in studio, e band che si mostrano al mondo con nuove uscite, mettendo anche in risalto lo stile, se considerato la giovane età dei componenti. Oggi abbiamo voglia di parlarvi di giovanissimi, tra cui tre rockers da Verona ed il loro progetto “Stage97”, nato subito da un’idea partorita dal cantante e bassista Elia Matriani e dal chitarrista e corista Isacco Mura, i quali, iniziando a suonare sin da piccoli e nel 2014 decidono i dare il nome al progetto stesso. Seguono svariati cambi di line-up fino al 2016, in seguito ad una registrazione di una demo, e nel 2017 entra nella formazione il batterista Tommaso Riolfi, con il quale la band trova la piena stabilità e, nello stesso anno, entra in studio per registrare l’EP autoprodotto di debutto “She is Alone at Home”, rilasciato il 23 Settembre 2017. Gli Stage97 approdano nel mondo dell’underground italiano con un Pop-Punk energico, elettrizzante e risultando allo stesso tempo di piacevole ascolto. L’album parte subito con la title track “She is Alone at Home”, traccia che subito fa ben capire all’ascolto le influenze del Punk americano, dotato di schitarrate distorte ed accattivanti riff ad accordi liberi, unito alle peculiarità del Pop, grazie alla delicata tecnica canora di Elia, il quale mette a disposizione la sua voce in totale limpidezza, regalando al pezzo un’espressività melodica e rendendo il pezzo molto brioso. Da notare, con grande piacere, la semplicità con il quale il ritornello entra subito in testa! Il secondo brano “Era Ieri” è caratterizzato anch’esso dell’energia donata dalle influenze Punk Rock, ritmicamente più deciso e cadenzato del precedente, e soprattutto, troviamo un comodo testo italiano da canticchiare, sempre grazie alla melodica tecnica vocale di Elia. Notiamo anche il lavoro preciso e raffinato in fase di recording e mixing in studio, tutti gli strumenti e la voce si percepiscono chiaramente. Il terzo pezzo “Come Vuoi” si tratta di una ballad, costituita da un duo di chitarra acustica e voce inizialmente, e successivamente riprendere gli stessi accordi con tutti gli strumenti. A livello ritmico risulta più dolce e lento, rimanendo comunque melodicamente gustoso, anche se non abbiamo avuto quel “trascinamento” di prima. La successiva “DisturboImpulsoCompulsivo” riprende la marcia a base di riffing distorti partendo in maniera decisa, grezza e mantenendo il feeling melodico che le influenze Pop concedono al pezzo. Qui il sound è massiccio e di ottima fattura il suono ringhioso del basso suonato in “picking style”, come vuole la buona tradizione del Punk Rock! L’EP si chiude con “4.21”, un’ultima sferzata ed assaggio della band veronese, caratterizzata da una strofa con una pacata ritmica in palm muting e che, successivamente, defluire in un solido muro sonoro accompagnato dalla sinfonia vocale che costituisce tutti i pezzi dell’album, per poi finire con breve assolo di chitarra. Che dire? Gli Stage97 si sono dati gran da fare all’interno del loro progetto e oggi sono riusciti a farsi sentire con la produzione del loro EP, che come presentazione al mondo dell’underground musicale è un’ottima dimostrazione di forza, non solo dal punto di vista musicale, ma anche del fatto che i giovanissimi di oggi sanno il fatto loro e che sanno ciò che vogliono! C’è da considerare che il genere trattato dai tre ragazzi non è tutt’oggi una rarità, ma approccio già sperimentato e rivoluzionato da tanti gruppi ed in ogni parte del mondo, quindi sarà non sarà facile per loro fare breccia in tal senso. La band deve quindi ancora trovare il proprio stile compositivo, magari integrando ulteriori e rinnovate influenze durante la fase di song writing. “She is Alone at Home” rimane comunque un primo, importante passo per la band, grazie al quale i buoni risultati non possono che emergere. Questo EP è, a nostro avviso, una base solida da cui partire e che sicuramente accompagnerà i ragazzi veronesi durante le loro esperienze musicali; esperienze che, speriamo, gli Stage97 possano farne tesoro per le loro future produzioni.

 

Simone Zamproni

69/100