6 SETTEMBRE 2017

Band: Stormwolf
Titolo: Swordwind


Data di uscita: 2015


Etichetta: Autoprodotto


Genere: Heavy

Membri del gruppo
Elena Ventura: Voce


Francesco Natale: Chitarra acustica, Backing Vocals


Francesco Gaetani: Basso


Davide Passarelli: Chitarra, Backing Vocals


Marco Pendola: Batteria e Percussioni

1.  Swordwind
2. Marathon
3. Rock And Roll Gipsy (Saxon cover)
4. Winter Of The Wolf
5. Crazy Nights (Loudness cover)
6. Thasaidon
7. Soulblighter
8. All We Are (Warlock cover)

Gli Stormwolf si formano a Genova nel 2014, grazie al chitarrista Francesco Natale, interessando al suo disegno musicale, Elena Ventura alla voce, Mark Castellaro al basso e Jack Stiaccini alla batteria. 
La band debutta con l’album “Swordwind”, autoprodotto, e composto da otto brani di richiami apertamente anni ’80 tra hard rock e heavy metal, tre delle quali sono cover, a mio avviso troppe, per un debut album. Il disco è stato realizzato in collaborazione con Pier Gonella (Necrodeath) negli studi Musicart di Rapallo.
Subito mi ha affascinata la copertina di questo lavoro, realizzata da Cristina Garbini, sarà che il lupo è uno degli animali che preferisco, sarà che da la sensazione di libertà e fuga, fatto sta che se avessi visto un disco, all’epoca in cui andavo alla ricerca di dischi interessanti nei negozi, avrebbe attirato sicuramente la mia attenzione ed il relativo acquisto.
Tornando invece al soggetto principale, la musica, gli Stormwolf si avvalgono di composizioni incanalate verso il proposito di arrivare dritte all’anima ed allo spirito rock, coinvolgendo l’ascoltatore.
Apre la titletrack “Swordwind” che nella sua articolazione compositiva, si basa soprattutto sulla chitarra ed i riff di questo strumento, creando la giusta proporzione tra la proposta musicale e l’ascolto di questo brano granitico. 
“Marathon”, la seconda traccia, più influenzato dal rock, la band realizza un pezzo di puro intrattenimento e più street rock.
La terza traccia è la prima cover di cui accennavo, “Rock And Roll Gipsy” dei Saxon che nulla toglie all’originale.
Quarto brano, “Winter Of The Wolf”, altro brano impetuoso ed intenso, nel quale la cantante, Elena Ventura, dimostra la propria bravura ed aggressività vocale.
“Crazy Nights”, seconda cover che è racchiusa nell’album, omaggio ai Loudness, un’altra ottima interpretazione.
“Thasaidon”, quinto brano,  dove l’influenza dell’ondata britannica dell’heavy metal, padroneggia per l’intera durata del brano e nel quale, è evidenziato il virtuosismo del chitarrista Francesco Natale.
In “Soulblighter”, le strutture armoniose e proporzionate ed il refrain, plasmano una realizzazione insolita rendendo la traccia piacevole.
Per la chiusura di questo album, la band ha scelto ““All We Are” dei Warlock, nella quale è impossibile non notare la somiglianza straordinaria tra la voce di Elena e quella di Doro Pesch, stessa grinta e stessa tonalità. Nulla da eccepire per gli Stormwolf, un album veramente ottimamente realizzato considerando l’autoproduzione, ben curato e ben rifinito. “Swordwind” è uno di quei dischi che già al primo ascolto riescono a catturare l'interesse e trovo sia una presentazione veramente valida per questa giovane band. Solo uno spassionato suggerimento per il secondo album, se la band volesse omaggiare un artista riprendendone un brano, che sia uno solamente poiché come ho già scritto, tre cover su otto brani, mi appaiono troppe, soprattutto per un esordio, inoltre le tracce inedite create dalla band stessa, sono ottime e non hanno  nulla da invidiare a vecchi brani.
Decisamente consigliato ai sostenitori dell’heavy old school.

 

Valeria Campagnale


70/100