30 AGOSTO 2017

Gli STRIGE sono una band formatasi a Foggia nel 2005, dall’idea del cantante ROBGORE e del Bassista MIKHEIL, ma che solo nel 2015 porta alle stampe l'EP autoprodotto che porta il nome di “CONSECTOR “.
Già dall'immagine di copertina raffigurante appunto una STRIGE, che secondo le leggende era una creatura creata dalla magia nera che, si cibava di sangue e carne umana ed aveva l’aspetto di donna-uccello, con ali e un lungo becco sottile, che utilizzava per succhiare il sangue alle sue vittime, fa salire la curiosità su questo lavoro, ma è mettendosi all'ascolto che abbiamo la sorpresa più grande.
CONSECTOR è un lavoro che ad i primi ascolti può risultare bizzarro, che riporta alla mente un genere come il BLACK METAL, che nel lavoro dei Pugliesi è impreziosito da un lavoro tastieristico importante, da un cantato visionario ed avvincente che ci porta in una dimensione orrorifica ed inquietante, pervasa da influenze che spaziano dalla musica classica fino all'Heavy Metal andando a tessere un ibrido interessante ed intrigante.
Il cantato in italiano rende il tutto ancora più avvincente e strano, Robgore declama sofferenza e morte, interpretando i brani in modo teatrale, sia nelle liriche principali che nei controcanti, facendo quasi vedere la distruzione di cui parlano i testi, il tutto asservito sempre alle atmosfere che il brano richiede.
Il primo brano è “Puer Apulaie “, che dopo un'intro strumentale dallo stampo horror, si snoda su vari cambi ritmici, passando da accelerazioni brucianti a parti di tastiere, quasi intimistiche, passando per atmosfere quasi Doom, che mostrano come la band cerchi di trovare una sua strada musicale.
Si continua con “Legions Redde “, forse il brano che più di tutti mette in mostra lo stile  eccentrico della band, e che allo stesso tempo fa capire il backround dei compositori,  i rallentamenti del brano hanno un tocco personale maggiormente deciso e vengono esaltati  dalla produzione, volutamente 'diretta', su cui la formazione pugliese ha optato per rendere questo lavoro il migliore possibile. Menzione d'onore per le parti ritmiche che riescono ad imprimere al brano un piglio potente ed inquietante.
“Fovea 1943” ha un testo favoloso e molto attuale (Portatori di libertà-Portatori di morte -Una pioggia ardente-Sopravvissuti terrorizzati-Migliaia di persone morte-Ora rimangono rovine e rubini), è una poesia triste al servizio di una struttura ritmica di prim’ordine, con una ricerca di atmosfera veramente trascinante, compatta ed inquietante, che ci trasporta nella sofferenza delle vittime attraverso parti molto violente, inframezzate da tregue sinfoniche, dove l'angoscia prende il sopravvento. Secondo il mio modesto parere, il brano migliore del lotto.
Chiude gli Inediti del gruppo pugliese “De Aufidi Cuore“, altro grande brano che, a parte la voce, sempre teatrale e maligna di Robgore, ha un'atmosfera diversa. Si parte con un riff ed una costruzione armonica che deve molto al Power Metal di stampo europeo, per poi accelerare in modo deciso, ma senza mai travalicare il confine di un grande brano di HEAVY METAL potente ed intrigante, con parti chitarristiche dal gran gusto classico, e dove le tastiere fanno da supporto ritmico ed impreziosiscono la forma canzone . Se volevano sorprendere ancora ci sono riusciti benissimo e con esiti positivi.
Chiudono il loro lavoro con una Cover dei GOBLIN dal titolo “Tenebrae” che faceva parte della colonna sonora di TENEBRE, film di Dario Argento. Rileggendola nel loro stile, danno l'impressione di fare più un esercizio di stile che altro. Song che potrebbe essere tranquillamente esclusa dal lavoro in questione, senza che esso ne risenta a livello qualitativo.
Chiuso l'ascolto di questo lavoro, ho avuto l'impressione che gli STRIGE non abbiano mostrato appieno le proprie potenzialità, considerato che l'album è autoprodotto, che anche se dopo molti anni è il loro esordio, che fino ad adesso non hanno avuto una formazione stabile ma, nonostante tutto, sono riusciti a fare un lavoro del genere? E se avessero avuto altri mezzi cosa ne sarebbe potuto scaturire?
Sulla loro biografia si definiscono una band “Symphonic Black Metal “, se io fossi in loro , non mi autolimiterei a questo, la ricerca di un sound personale, una grande cura nei testi e nella ricerca compositiva, una determinazione feroce nel ricercare atmosfere speciali oltre ad un'apertura mentale, che li porta ad essere sempre credibili in quello che fanno, non è cosa che si ritrova spesso ,soprattutto con questi risultati .
Spero vivamente che continuino per la strada intrapresa.

 

Alessandro Bettoni
80/100