14 MAGGIO 2018

Band: The Dealers

EP: Drops of Loose Humanity

 

Tracklist:

1. Strike Down 

2. Azure & Ground 

3. Black Beast 

4. Ethos

5. Sulphur 

6. Psyches torn apart

 

Line up:

Giovanni de Gennaro (voce e chitarra)

Gigi Binetti (basso)

Leo (batteria)

 

Formati nel 2013 a Molfetta in provincia di Bari, i The Dealers sono una band hard rock con influenze metal e progressive, generi in cui i membri affondano i propri background musicali. Dal 2013 a oggi il trio pugliese composto da Giovanni de Gennaro alla voce e alla chitarra, Gigi Binetti al basso e Leo alla batteria, ha già pubblicato il demo d’esordio K331 (2015), che ha ricevuto feedback positivi anche all’estero, e il primo EP Drops of Loose Humanity (2016) di cui mi occuperò in questa recensione. 

Il titolo dell’EP, che tradotto letteralmente significa “gocce di umanità sciolta”, accanto all’artwork inquietante con cui si presenta, ci avvisa che questo non sarà un ascolto rilassante; e infatti l’opening track “Strike Down”, primo singolo estratto con cui la band ha pubblicato il primo videoclip promozionale, stabilisce subito il tono hard rock che accompagnerà l’ascoltatore in un viaggio breve ma intenso. L’energia delle chitarre puramente hard rock non può che andare a braccetto con l’incalzante ritmo di basso e batteria che durante tutto il pezzo tengono alta la potenza musicale, che sembra solo spegnersi alla fine di “Strike Down”, ma che invece si ricollega immediatamente all’inizio di “Azure & Ground”, seconda track dell’EP. Qui i The Dealers ci trasportano dall’hard rock quasi ‘martellante’ dell’opening track verso uno stile più heavy, la cui chitarra squillante può ricordare gli anni ‘70 dei Van Halen, senza tuttavia sfociare mai nel banale. In questo secondo pezzo la voce di de Gennaro si sente per davvero, e la modulazione ottimale non ha nulla da invidiare alle linee di chitarra e basso, a differenza di “Black Beast” in cui il mix non rende giustizia alla linea vocale che non regge il confronto con la sfrontata originalità della musica. Infatti in “Black Beast” in particolare le basse frequenze e la batteria tengono sempre sul pezzo l’ascoltare, “fomentandolo” e stupendolo. “Ethos” è la track che un po’ spegne l’entusiasmo: la voce ancora una volta non eguaglia la linea melodica del pezzo, e nessun elemento di sorpresa cattura particolarmente l’attenzione dell’ascoltatore; probabilmente, stando al titolo del pezzo, tale atmosfera di scontata musicalità è voluta, a scontrarsi poi con il suo alter ego “Sulphur” che, come il suo intro ‘infernale’ suggerisce, ribalta gli schemi e ci riporta in uno scenario decisamente più movimentato. La vena metal che era stata solo accennata nei pezzi precedenti, in “Sulphur” prende il sopravvento grazie agli scream ed ai cori al seguito, come dei lamenti che ci portano in un’atmosfera per l’appunto sulfurea: se Dante avesse mai scritto un pezzo hard rock/ metal sulla prima cantica della Commedia, sarebbe stato come “Sulphur”. Infine, la progressione dell’ultima track “Psyches torn apart” coglie l’ascoltatore con la sua geniale psichedelia delle chitarre distorte, che si alternano in stile prog metal a momenti di sonorità heavy, come ripercorrendo il viaggio che abbiamo fatto dall’inizio dell’EP fino a questo momento, attraversando l’ultima goccia di una folle e sciolta umanità.

La giovane band pugliese promette bene ma ha ancora molto su cui lavorare, soprattutto riguardo la completezza di lavorazione sui dettagli in sala di registrazione. Missaggio e mastering hanno la loro importanza anche in generi più sporchi e ‘rozzi’ come quello dei The Dealers, che comunque hanno dimostrato, con questo loro primo EP, di essere in grado di scrivere un sano hard rock contaminato da tante influenze che non possono che arricchire il genere. In bocca al lupo per il loro primo full lenght in cantiere!

 

Flavia Antonelli

78/100