9 MARZO 2018

La band Black/Death metal che sto per recensire, prende il nome da un’antico rettile dalle sembianze di un coccodrillo che e’ vissuto durante il Triassico.
oltre al nome alquanto originale, lo sono anche le tematiche di cui parlano i loro testi: Preistoria, ere Geologiche, Dinosauri e altri animali preistorici. Ma la cosa che più’ mi ha colpito non sono le tematiche, nonostante sia un grande appassionato di Paleontologia, ma bensì come e’ strutturata la band.  Infatti quest’ultima e’ formata da un duo che comprende solo una batteria e un basso con un distorsore di chitarra, per compensare la mancanza di quest’ultime, oltre alla voce. Il perché’ di questa scelta? non si sa, ma il risultato e’ alquanto buono, un sound vecchio stile, old school, cattivo, graffiante, cupo, tipico del black. Certo, un’azzardo, ma come si dice, se non si scommette mai, mai si vince.
Il loro demo comprende 4 tracce, di circa  2 minuti e qualcosa ciascuno, non superando nemmeno il quarto d’ora. La prima traccia si intitola “Desmatosuchus spurensis”, che e’ appunto il nome scientifico del thecodonte, tra l’altro dal quale e’ anche ispirata la copertina. La seconda invece e’ “Erythrosuchidae”, qua si parla più’ della sottospecie di questi coccodrilloni preistorici, mentre la terza tracicia e’ “Longisquama” e racconta di una piccola lucertola asiatica vissuta sempre nel triassico. Infine il demo si chiude con “Stagonolepis”, un carnivoro corazzato sempre dell’era precedentemente narrata.

Tutti i brani sono strutturalmente semplici, ma con un sound ben definito nonostante la carenza di altri strumenti. Un progetto originale, sia per le tematiche (fin’ora e’ la prima band che conosco che parla di preistoria) sia per la scelta di  suonare senza chitarre (l’assenza di chitarre nel metal e’ una cosa che nessuno avrebbe mai pensato).

Anche la scelta di registrare e suonare il basso solo ed esclusivamente con le dita, fa onore alla band, essendo anch’io un bassista fissato con il sound che solo l’utilizzo di quest’ultime sa dare. L’unica pecca e’ la poca durata dell’intero demo, che non rende giustizia al progetto.
Sono rimasto affascinato dalla band e dal suo progetto sperimentale alquanto “folle”, ma allo stesso modo lo definisco “geniale”.
Attendo con ansia di ascoltare qualcosa di nuovo di questo duo Italiano sperimentale Black/Death, al quale auguro “Un’imbocca al Thecodonte” enorme (nonostante sia vegetariano).

 

Lorenzo "Barabba" Suminier
75/100