26 AGOSTO 2017

Band: Universal Totem Orchestra
Titolo: Mathematical Mother
Label: Black Widow Records


Genere: Symphonic jazz/rock/progressive
Data di pubblicazione: 4 gennaio 2017

Tracklist:


01.Terra Cava


02.Codice Y16


03.Elogio Del Dubbio


04.Architettura Dell’Acqua


05.Città Infinite


06.Mare Verticale

Members:


Ana Torres Fraile: Voce


Antonio Fedeli: Sassofono


Daniele Valle: Chitarra


Fabrizio Mattuzzi: Tastiere e pianoforte


UTO G. Colin: Batteria


Yanik Lorenzo Andreatta: Basso


Special Guests:


Adriano Vianini: Voce


Alessandro Andreatta: Chitarra in “Architettura Dell’Acqua”


Francesco Festi: Voce


Gianni Nicolino: Tabla in “Elogio Del Dubbio”


Mirko Pedrotti: Vibes in “Città Infinte”


Oscar Cordioli: Voce


Samia Charbel: Voce in “Elogio Del Dubbio”

Tornano gli Universal Totem Orchestra con l’album “Mathematical Mother”, pubblicato il 4 gennaio scorso per l’etichetta Black Widow Records.
La band nasce nel 1998 dal batterista Uto G. Golin ed il bassista Dauno G. Buttiglione. Nel 2000 debuttarono con “Rituale alieno” e successivamente “The Magus” del 2008. Gli UTO non hanno fretta nel pubblicare i loro album, ma quando lo fanno, è sempre con grande stile e maestria. “Mathematical Mother” contiene sei brani, ognuno di essi è come se fosse una storia a sé stante, legati dalla linea prog con differenti accenti, sfumature ed influenze.
Già con la prima traccia, “Terra Cava”, si può apprezzare un intreccio di elementi tra melodia e competenti padronanze musicali, nonché la voce di  Ana Torres Fraile che arriva a toccare ottimi livelli qualitativi.
Molto più sperimentale la traccia successiva “Codice Y16” di cui ammiro molto il basso e le voci alternate con un suono medievaleggiante., un altro brano intenso ed interessante.  
“Elogio Del Dubbio”, il terzo brano, si avvale della voce di Samia Charbel, ospite in questo album, con richiami orientali. Ottima la musicalità che aleggia in questo pezzo e che lo rende particolare.
L’inizio della quarta traccia, “Architettura Dell’Acqua”, risulta essere morbido, il sassofono dona un tocco elegante. Sempre gradevole il basso, che in questo brano dà uno stacco alla musicalità finora ascoltata, per divenire più corposa ed elaborata. Personalmente, il brano più bello di “Mathematical Mother”.
La quinta e penultima traccia, “Città Infinite”, è un brano sperimentale e di natura principalmente jazz. Un’altra bellissima impronta sonora che merita più di un ascolto, non tanto per apprezzarne la qualità ma quanto il fatto che sia bellissima.
“Mare Verticale”, sesta ed ultima traccia, arriva a raggiunge l’epic, ritorna l’atmosfera medievale e sempre di alto livello il vocalizzo.
Album da godersi un po’ alla volta per poterlo gradire interamente per le sue fattezze elaborate. Chi ama il prog rock ed il jazz, saprà assolutamente amare questo disco ed apprezzare ogni sua sfumatura musicale. Decisamente un album di nicchia, e se trovarsi in questa tipologia, significa avere band e dischi di questo livello, così continui ad esserlo.



 

Valeria Campagnale
80/100