7 MARZO 2019

I Desecravity sono una band nipponica attiva sin dal 2007, nata su iniziativa del batterista Yuichi Kudo.

Il genere proposto dai nostri è un brutal death metal, in cui la caratteristica principe della band, oltre alla ovvia brutalità insita del genere, è la ricerca maniacale della tecnica strumentale.

Difatti i Desecravity sfoggiano una tecnica invidiabile che permette loro di eseguire riff e passaggi di notevole difficoltà, il tutto annegato ovviamente del più ferale e iconoclasta brutal death.

Dal 2009 in avanti, a conferma dell’ottimo livello raggiunto dalla band, i Desecravity hanno girato in lungo e in largo il continente asiatico, dividendo il il palco con band del calibro di Exodus, Dying Fetus, Aborted, Megadeth, Abbath, Entombed ad, Krisiun ecc..

La band è un classico power trio, formato, oltre al già citato Yuichi, da Daisuke Ichiboshi al basso e Yuya Takeda alla chitarra.

Dopo l’album  “Implicit obedience” del 2012, nel 2014 è la volta di  “Orphic Signs” prodotti entrambi nei Mana studios Di Eric Rutan mastermind degli Hate Eternal.

Il 2019 è l’anno di “Anathema”, prodotto nientemeno che dal grandissimo Dan Swano, presso i suoi celeberrimi Unisound studios.

La strada intrapresa dai Desecravity, è una di quelle più tortuose all’interno del panorama estremo del Metal, in quanto il brutal death è un genere ostico, con regole ferree che poco spazio lasciano a sperimentazioni. E i nostri ce la mettono tutta a  ritagliarsi il loro spazio all’interno del genere!

L’intro epico e maestoso “Aeon and Ashes” apre l’album, lasciando presto spazio alla furente “Impure Confrontation” in cui si alternano passaggi di una velocità estrema, con cambi di tempo a dir poco schizofrenici, alternati a brevissimi stacchi più lenti ma efficacissimi. 

L’ottimo growl di chiara matrice floridana, è alternato ad un discreto scream.

La successiva “Ominius Harbinger” parte tiratissima senza lasciare fiato all’ascoltatore, fino alla parte centrale del brano dove i ritmi calano e salgono in cattedra una serie di ottimi riff spaccacollo, supportati da un ottimo drumming molto vario, in cui aleggia l’influenza dei maestri floridani Morbid Angel. Nella parte finale il brano subisce un'accelerata pazzesca, consegnando una delle migliori tracce del disco, dove l’ascoltatore viene investito da una molteplicità di riff e cambi di velocità che rendono il brano efficace e vario.

L’album prosegue sempre all’insegna del massacro sonoro con “Deprivation of liberty” traccia tiratissima in linea con la precedente, in quanto oltre a partiture a velocità folle, i nostri tirano fuori una serie di riff granitici, e un pregevole solos di chitarra.

Degna di particolare attenzione è “Devoured the psyche” dove oltre ai folli assalti all’arma bianca, sale in cattedra anche il bassista che si diletta in passaggi virtuosi, che si intrecciano con la chitarra, in maniera ottima.

Nella parte centrale del brano i ritmi rallentano, e vengono alla luce riff di slayeriana memoria, e un assolo davvero azzeccato, per uno degli highlights del disco.

Chiude l’album l’ottima “Beheaded white Queen” che si sposta su ritmi meno schizoidi, per un brano in linea con le produzioni dei Cannibal Corpse.

“Anathema” è certamente un ottimo disco, rivolto ad un pubblico più di nicchia rispetto all’audience metal più tradizionale, in quanto è un album davvero estremo.

Estremo sia a livello tecnico che musicale, in quanto il muro di suono eretto dai nostri è davvero impressionante. A tratti risulta essere di non facile assimilazione, ma in fondo questa caratteristica è insita nel genere, in quanto legata a doppio filo alla tradizione e agli stilemi del brutal death.

Disco davvero consigliato alla frangia più estrema del pubblico metal, e sicuramente una delle release di punta dell’anno nell’ambito brutal death.

Degno di nota anche l’artwork del disco, e ovviamente la produzione, che non potrebbe essere altrimenti data la fama degli Unisound studios!

Per capire il livello dei musicisti, consiglio di dare un’occhiata ai video dei Desecravity che si trovano in giro per il web e sui loro canali ufficiali. 

 

Claudio Cerutti

80/100