15 MAGGIO 2019

Quella dei “Foul Body Autopsy” è la piccola-grande storia di un grande successo personale tutto incarnato dal polistrumentista ed eclettico figuro inglese che risponde al nome di Tom Reynolds il quale, dal Maggio del 2010, si è instancabilmente attivato nella proposizione senza tregua della propria visione musicale dando alle stampe ben sei EP, due singoli, due LP (“Foul Body Autopsy” nel 2013 e lo scorso anno “This Machine Kills Zombies”) e presentandosi di nuovo al grande pubblico in questo 2019 con questo nuovo EP dal titolo “The Unquiet Dead”.

Avendo avuto modo di poter dividere il palco con importanti realtà della scena Death/Grind mondiale (vedi Decapitadet, Aborted, Thy art is Murder, Cannabis Corpse, Aeon e moltissimi altri), Tom ha avuto modo di poter affinare alla perfezione le proprie capacità tecnico/compositive in quello che è il suo genere preferito ovvero il Blackened Death Grind Metal.

Cimentandosi dunque con grande capacità nella composizione dei riff, dei testi, affinando la propria voce e perfezionando sempre di più la programmazione alla batteria, Tom propone questo EP di solo tre tracce che suonano dannatamente bene e permettono sempre di distinguere il lavoro di ogni singolo strumento senza però intaccare la “botta” tipica del genere, l'estremismo sonoro e la violenza che contraddistinguono ormai da quasi dieci anni le proposte di questo progetto Foul Body Autopsy 

Partiamo dunque l'analisi dell'EP dalla copertina interamente giocata su toni nero, bianco e grigio. Gli zombies sono un must ed infatti eccone campeggiare un'orda famelica specchiata ai quattro lati su cui campeggia al centro il logo del progetto in pieno stile Grind ovvero poco definibile, truculento e marcio all'inverosimile. Una chiara dichiarazione di intenti dunque che pregusta quello che troveremo nelle tre tracce che compongono l'EP. “Consumed By Decay” parte in pieno stile Death metal melodico Svedese per poi esplodere violenta con la voce growl in grande spolvero. I suoni sono puliti, definiti e pieni ma non “plasticosi” tanto da conferire sempre grande potenza al pezzo. Lo spettro dell'amore per le composizioni dei grandi gruppi svedesi padri del genere (Dark Tranquillity, At the Gates etc. etc.) si avverte aleggiare sulla canzone sia nel ritornello che nei brigde. Ottimi riff melodici e violenti al punto giusto con una batteria sempre incisiva e precisa (e vorrei vedere trattandosi di una drum machine).  La successiva traccia dal titolo “The Impending Darkness” parte sparata come un macigno per poi colpire allo stomaco col suo mid-tempo azzeccatissimo e il blast beat preciso di cui fortunatamente Tom non sembra abusare. Un ottimo pezzo sicuramente il mio preferito dei tre. 

“Searching For Sanctuary” ha un tipico riff metallosissimo ma non banale. Di nuovo la melodia sembra farne da padrone negli accordoni aperti su cui si staglia la voce di Tom sempre sugli scudi. La canzone segue sempre gli stilemi delle due precedenti alternando brigde al ritornello per poi inserire un prezioso assolo nell'ultimo minuto anch'esso molto melodico e tecnico al punto giusto. Si chiude così questo EP del progetto Foul Body Autopsy in cui Tom ci mostra ancora una volta (come se ce ne fosse davvero bisogno date le sue innumerevoli esperienze internazionali precedenti) la bontà della sua proposta musicale. Una proposta seria, concreta e cementata negli anni che mostra l'evoluzione di un artista a tutto tondo in grado di proporre un ottimo metal estremo, melodico e al contempo suonato con passione. Peccato soltanto che L'EP “the Unquiet Dead” abbia solo tre pezzi per farsi apprezzare ma se avete voglia di scoprire una nuova solida realtà estrema britannica vi consiglio caldamente questo progetto. Non ve ne pentirete.

 

 

Mauro “ Micio” Spadoni

70/100