3 APRILE 2019

Line-up

Mike Jilge - basso

Larry Deardorff -  batteria 

Ritchie Randall - chitarra 

James Hiser - voce

 

Sin dal loro debutto nel 2008, I Gravehuffer hanno trasformato il loro sound in un miscuglio ultraterreno di Crust, Punk, Metal, Grindcore e Doom onnipotente. Dai resti dei precedenti progetti Initial Detonation, H.R.B. e Aether Bunny, è stata costituita Krom. Krom si è evoluta in quello che ora è conosciuta come Gravehuffer. Senza mai fare uno sforzo cosciente per farlo, la band di Joplin, nel Missouri, sfugge con orgoglio ai confini del genere e delle cosiddette regole per il bene della musica stessa e della loro produzione creativa collettiva. I Gravehuffer si allontanano dalle tendenze e dai limiti essendo sé stessi e lasciando che la musica li porti dove vuole andare. Con un assortimento di 28 canzoni originali nel loro repertorio che mostrano la vasta gamma di influenze della band e una buona dose di coraggio a non conformarsi o scendere a compromessi, Gravehuffer è in esso per il bene delle canzoni e dell'arte stessa in un mondo in cui la maggior parte è un contenuto da seguire piuttosto che una zavorra da portare. Gravehuffer è stato firmato con Bluntface Records per uno speciale rilascio in vinile del loro acclamato album Your Fault, il quale presenta 2 brani bonus ed un assolo con ospite dell'ex chitarrista dei Carcass, Carlo Regadas. Attualmente hanno firmati con NoSlip Records per pubblicare un EP di vinile a 4 canzoni a fine inverno / inizio primavera 2019!

Buon album di crust punk con influenze doom e thrash ma il grind non si sente quasi per niente, la voce in pulito e la semplicità dei passaggi degli strumenti rendono questo album più un disco punk che uno metal a tutti gli effetti. Artwork molto suggestivo con un uomo zombie. Le tracce presenti sono solo due ma molto carine da ascoltare. 

L'album si apre con “Demon Face”: intro lenta con tutti gli strumenti, la voce entra subito nelle orecchie di chi ascolta. Il ritmo lento cadenzato è il marchio di fabbrica del brano. Chi ascolta viene trasportato dal brano nel mondo della band che, anche aumentando il ritmo, non fa deconcentrare chi ascolta. Le emozioni sono varie ed il doom si sente molto verso il finale.

L'album si chiude con “Stalingrad's Cross”: intro molto veloce con tutti gli strumenti e la voce che entra subito senza preavviso, in pulito, crea un’atmosfera che rapisce chi ascolta nonostante la lentezza del brano. Si sente tutto il marcio che la band vuole trasmettere. Il finale è molto coinvolgente; il rallentare di ritmo rende il brano molto molto atmosferico e ambient.

Bell’album di doom-crust con influenze thrash, veloce da ascoltare e non ci vuole molto a capire dove il gruppo vuole andare a parare, il punk del sound è molto presente ed anche il doom con le sue atmosfere cupe e malinconiche. Per essere un fondamentalmente un Ep è fatto molto bene; la registrazione è ottima, anche nel suo essere abbastanza sporca. Quello che mi aspetto in un lavoro di questo tipo. Unica "pecca" la voce troppo pulita, ma nel complesso è un buon album che consiglio a tutti gli amanti del genere e non solo. Anche per chi vuole ascoltare qualcosa di semplice ma accattivante.

 

Daniele Blandino

65/100