29 LUGLIO 2020

Recensione a cura di

Daniele Blandino

 

I Mecalimb sono una band metal norvegese con radici thrash, death, groove ed heavy metal classico.La band esiste dal dicembre 2005, ma la formazione è cambiata molto nel corso degli anni (ogni uscita discografica fino ad oggi è stato con un nuovo cantante e chitarrista solista). Dal 2016, l'unico membro originale della band è il chitarrista Ole Olsen, che è stato anche il principale autore delle canzoni della band attraverso gli anni. Gli altri membri sono: Robert Arntsen (voce), Marius Vedal (batteria), Tom Angel (chitarra) e Dag Kopperud (basso e voce di riserva). La band ha pubblicato tre album, il primo, "Mechanical Recipe" è stato pubblicato nel 2009, sotto la voce Helping Registri a mano. Il secondo album in studio è stato pubblicato nel 2011, "Bound To Fall" pubblicato sotto Rising Record (Londra). Nell'agosto 2014 la band ha pubblicato il "Chaos EP", e l'anno successivo ha iniziato a registrare il terzo album full-length, "XIII", uscito nel dicembre 2015, in occasione del decimo anniversario dei Mecalimb. Nel 2017 firmano con Wormholedeath per la riedizione dell'album "XIII" e del quarto album. Le tematiche che la band affronta sono tra la Lotta per la vita e lo stile  Horror. Questo è un discreto ep di melodic death con influenze thrash, la sua durata di 16 minuti e 19 secondi e di sole 4 tracce lo rende molto leggero all’ascolto, anche l’artwork è appropriato e rende perfettamente l’idea della visione del viaggio che si sta per affrontare.  L’album si apre con “Visions of Blood”: ottima opening molto coinvolgente, l’ascoltatore viene subito trasportato dal brano, velocità ed aggressività sono ben bilanciate. Si continua con “Solace for the Weak”, canzone lenta ed ambient. La bravura della band consiste nel riuscire a mantenere sempre la stessa linea senza snaturare il genere, anzi, migliorandolo con un tocco personale che li contraddistingue, si viene catapultati in questo mondo di morte, in cui la voce profonda del cantante dà quel tocco di sofferenza da condurre l’ascoltatore ad immedesimarsi nel racconto. La Terza traccia è la title track “Collector of Souls”: ottimo brano, dall’andamento tra melodia e aggressività ben equilibrati, l’ascoltatore riesce ad immaginare il mondo descritto le atmosfere lo rendono molto coinvolgente e suggestivo. L’album si chiude con “Total War”: buona traccia per la chiusura dell’intero lavoro, la velocità la fa da padrona. Aggressivo, ma senza andare del banale, la parte melodica è quasi scomparsa lasciando il posto al thrash che si sposa perfettamente col racconto espresso nelle parole del testo. Registrazione ottima il cui unico difetto, a gusto personale, è la troppa pulizia dei suoni, lasciare alcune parti maggiormente sporche avrebbe reso di più nell’intenzione che mi pare di percepire essere caratteristica del brano. Lo consiglio a tutti gli amanti del metal e anche a chi vuole scoprire nuovi gruppi.

 

65/100