18 MARZO 2019

Attivi dal 2014 e con ben due EP nel 2015 alle spalle (Mater Serpentium e Not) e altri due LP usciti entrambi nel 2016 (Ritae e Ignobilis), i belgi Oldd Wvrms si ripresentano quest'anno al grande pubblico con un nuovo LP dal titolo Codex Tenebris.

E mai come in questo caso un titolo poteva essere più azzeccato per presentare la proposta sonora dei tre ragazzi belgi.

Composta da Cho alla batteria, Oli al basso e Ben alla chitarra, la creatura Oldd Wvmrs si muove su coordinate musicali totalmente strumentali, legate indissolubilmente al Doom Metal più oscuro, dove elementi Black Metal appaiono qua e là in una certa composizione post-metal-sludge generale molto interessante.

Ma partiamo con la prima di queste cinque tracce di cui Codex Tenebris si compone. Tenebres è una chiara dichiarazione di intenti (vi consiglio di guardare il video della canzone che trovate su Youtube): più di dieci minuti di song dove i suoni dei tre strumenti cardini del gruppo si mescolano ipnoticamente in una soluzione oscura e pregna di sofferenza. La scelta di accordi minori legati tra loro dal sapiente uso di effetti come chorus e delay rendono questa traccia una vera discesa verso l'oscurità: la mano ossuta degli Oldd Wvrms ci conduce per oscuri antri avvolti da nebbie catacombali degne delle spettrali immagini del Sommo Poeta fiorentino.

Con il suo lento incedere, la traccia sa mutare di intensità alla bisogna, preparando il terreno per la traccia seguente, A l'or, aux ombres et aux abimes, che si mette in luce per il suo riff principale di scuola Black Metal nordico. L'oscurità anche in questa traccia la fa da padrone e i numerosi stacchi di cui si compone non fanno altro che arricchire il pezzo di un’atmosfera oscura e soffocante che sembra gravare sempre sull'ascoltatore, ignaro di dove la fredda mano di questo novello Virgilio belga voglia condurlo. I riff, pur rimanendo legati alla complessa struttura della canzone (oltre i sette minuti), si susseguono sembrando sempre tanto nuovi quanto oscuri e dannatamente minacciosi.

Il suono con cui si presentano gli Oldd Wvrms è chiaro, avvolgente, ricco di pathos, e il basso svolge un ruolo centrale nella creazione delle giuste atmosfere. Ne è un esempio la terza traccia del CD, ovvero Misere & Corde, che con i suoi quasi dieci minuti fa nascere dalle ceneri di una canzone che parte in sordina una nebbia di disperata sofferenza, guidata dalla chitarra insieme alla quale la batteria si muove come un camaleontico serpente, che avvolge e stringe, si gonfia e allenta fino ad imbrigliare le note in una canzone Doom crepuscolare grazie anche all'inserimento di suoni ambient azzeccatissimi.

Davvero splendido il lavoro svolto in questo pezzo dalla batteria, che verso la fine aumenta raddoppiando esponenzialmente, fino a chiudere bruscamente e preparando il terreno per la traccia seguente: La Vallee des Tombes. Questa canzone sintetizza tutte le capacità del gruppo ed è sicuramente la traccia che amo di più. Incentrata su un riff pieno di disperazione e sofferenza, la canzone si snoda lungo i suoi quasi undici minuti con cadenze tipicamente Doom Metal. Riascoltandola si potranno notare i mille, piccoli dettagli con cui gli Oldd Wvrms hanno impreziosito questa canzone. A partire dallo stacco centrale spiazzante per poi passare a pezzi con il flanger che dona un sapore ancora più straniante e sepolcrale alla canzone. Davvero una song da brividi.

Siamo giunti all'ultima traccia, intitolata Fleau est son ame, che con i suoi accordi riverberati, ossessivi (ovviamente minori), è la degna conclusione di un viaggio nell'oscurità più insondabile dell'animo umano. Quindici minuti in cui la sezione ritmica del gruppo sostiene le divagazioni velate della chitarra, ora pulita, ora col flanger, ora distorta e rocciosa. Una traccia unica, che si farà riascoltare più e più volte.

Si conclude cosi questo Codex Tenebris degli Oldd Wvrms: dopo aver dato alle stampe non pochi lavori per una band nata meno di cinque anni fa, questi ragazzi sembrano aver trovato una capacità compositiva unica e distintiva molto interessante.

Sicuramente non sono un gruppo “facile”: le loro creazioni vanno ascoltate e riascoltate per cogliere i vari abbellimenti che sono sparsi nelle varie parti delle canzoni.

Se amate gli album strumentali, il Doom metal sepolcrale, ipnotico e una sana dose di tristezza e malinconia, allora questo è album che fa per voi. “Lasciate ogni speranza o voi ch' entrate”, perché qui di luce non ne troverete.

 

 Mauro “Micio” Spadoni

80/100